27. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 1 novembre 1916

Maestà
[1] Mentre siamo trascinati all'orrendo macello, il pensiero di tutti
vola a te, o il più miserabile fra gli esseri viventi… Possa la
maledizione del Cielo colpire te e tutti i tuoi discendenti; possa il
nostro sangue versato gridare vendetta per tutti i traditori che
trascinarono la Patria all'esterminio; possano le lagrime delle de
relitte madri, i gemiti degli innocenti fanciulli, i sospiri
delle orbate spose, non essere indarno per strappare, dal Cielo il
meritato castigo. Non vedi, Miserabile uomo il lutto in cui
hai gettato la nosta Italia; non senti rimorso di avere condan
nato al macello la più balda e fresca gioventù?!
[2] Perché non impugni il fucile là nelle prime trincee,
perché non chiami al tuo fianco i Salandra, i Sonnino e
tutta l'infame schiatta degli altri vigliacchi, comprati dal
luccicante oro inglese e non li condanni alla stessa nostra
sorte?!
Essi, gli infami, si sono imposti a te, e tu, miserabile,
hai firmato l'esecrando delitto. Temevi della corona? Ma
essa non ti appartiene e non vale il sangue nostro!
Che siate tutti, tutti, tutti per sempre maledetti e che le Vostre
generazioni si sperdano al Vento e che l'umanità sollevata
e furente possa essere strumento nelle mani di Dio, che presto
o tardi vi raggiungerà!
[3] Non vedi la Romania, non vedi la Grecia? ti avevano fatto
comprendere che sarebbero state al vostro fianco, che sarebbe
ro rese prima di Voi… Oh! no: esse tremano al
pensiero del sangue versato e che può risparmiarsi.
Forse questa, che è l'espressione dei veri sentimenti di tutta
la nazione, non ti arriverà; avranno cura di stracciarla subito
e non lasciarne traccia alcuna, perché scotta… ma chi
sarà questo, che sarà il più Vile fra gli uomini, possa non avere
più i suoi giorni tranquilli e non avere più alcun riposo…
[4] Ma ancora sei in tempo per riabilitarti: lancia tu per il
primo il grido benefico di pace e sarai benedetto da tutto il mondo.
Oh! si l'umanità è stanca e prima che dia l'ultimo rantolo dell'agonia o che
divampi la grande rivoluzione sociale, nella quale sola speriamo,
possa tu stendere la mano! No! non credere a quelli che
ti circondano: essi ti hanno ingannato e seguitano ad ingannarti; [5] noi conosciamo
appieno le innumerevoli vittime, immolate all'ara di una setta infa
me.
Che non si chiuda questo infausto anno senza che la grande
Sospirata parola di pace si faccia sentire, senza che i fratelli
tornino a riabbracciarsi e che i popoli non abbiano più a
maledirvi, che non avvenga di dover sfidare il timore della fucilazione,
che sin'ora ha trattenuti!… ||

A S. M. Vittorio Emanuele III Re d'Italia
Roma per dove si trova
Personale
S. M.


Missiva autografa.

(Trapani 1.11.16) allegati:(?)