2. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 5 ottobre 1914

A sua Maestà
VITTORIO EMMANUELE 3
Re d'ITALIA
ROMA
[1] Mi permetto scrivere la presente, in qualità di cittadino italiano e nella
speranza che vorrà essere presa in seria considerazione e non vorrà essere
cestinata senza darle quel valore che in un caso come all'attuale bisogna
dare,. Oramai da diversi mesi la guerra afflige tutta l'Europa e solamente
il Regno d'Italia come se non esistesse se ne sta tranquillo con i suoi
egregi Signori Governanti. dire il vero la posizione del presente non è
quella desiderata dalla maggioranza della popolazione che agogna ad una decisi
va guerra con la vicina Austria che da anni ha sempre odiato il nostro paese
ed ha cercato tutti i mezzi di calpestare la nostra bandiera, non è da
capirsi come mai il Regio Governo che ha subito non poche iatture dalla
vicina in un momento propizio si lascia scappare la preda senza punto dare
alla sua popolazione una ‹q›ualsiasi soddisfazione, anzi perdipiù coglionan
dola. [2] Il momento è abbastanza critico e si attraversa e poiché sono
bene informato che quando prima avverrà un terribile cambiamento nella
dinastia della Reale Casa e poiché ho sempre avuto a cuore la Casa Savoia
con tutti i suoi ascendenti e discendenti mi servo della presente unicament‹e›
per informare la Maestà Vostra di quanto segue: la popolazione italiana e
da tempo che si vede fatta segno al più abbietto scettismo da parte dei
suoi governanti ed è oramai stanca di un simile stato di cose anche per
il fatto che non può ottenere una certa soddisfazione alle più volte
chieste sue aspirazioni con la dichiarazione di guerra all'Austria che vede
come il Governo pensa a tenersi accattivata cautelando i suoi rappresentant‹i›
con la forza che il cittaddino italiano paga, [3] i giornali periodici non fanno
altro che coglionare il più che è possibile la popolazione medesima ora
stampando un articolo che il governo uscirà dalla neutralità ora un artico
lo che il governo rimanda la sua rottura delle relazioni con la vicina pote‹n›
za il tutto perché è diventato diciamolo pure apertamente una vergognosa
speculazione dei giornali quella di coglionare l'intera popolazione. Per le
ragioni serie di cui sopra in un momento come il presente è dovere del
Regio Governo informare la popolazione delle sue intenzioni e se vi sono
delle intenzioni positive mettere in attuazione al più presto che sia
possibile queste sue intenzioni che sono la vera interpetrazione dei suoi
figli, contrari amente pubblicare a sue spese una memoria facendo conosce‹re›
che non vi è nessuna probabilità di rombere la d‹i›chiarata neutralità e c‹he›
quindi le popolazioni possono vivere tranquillamente senza alcun pericolo
che nulla di positivo vi sarà ne ora ne mai per la nostra potenza Italia
[4] Con una simile dichiarazione finiranno le mere speculazioni che oggi aff‹lig›
gono il commercio, giacché si ricorre ad ogni mezzo il più basso per opp‹ri›
mere chi prima della maledetta guerra viveva in santa pace lavorando one‹sta›
mente guadagnando quel tanto che era necessario per se e per la sua fa‹glia›
Se il Governo non farà tutto quanto è sopradetto assicuro la Maestà V
che è da temersi che non molto lungi vi è una terribile cataconbe che
travolgerà in un abbisso tuto l'attuale reggime e con esso di consegue‹nza›
chi anche non ne ha nessuna colpa. [5] Si metta quindi in guardia e non tanto ‹si›
fidi della sbirraglia giacché posso nel modo più assoluto assicurare ‹che›
vi sono degli accordi che bisognando il soccorso di essa si troverà di
re contrario e che quindi ci troveremo nella condizione come non tanto ‹t›empo lontano si è trovato un altro stato Europeo
La presente no vorrei che s‹i› sospettasse che è stata compilata senza
esatto criterio di cose e di fatti e che attribuisse allo scrivente l'epi
teto di pazzo senza punto darne quel valore che bisogna darci, giacché
l'incremento della polizia Italiana è così combinato che tutti credono
di sapere e fanno da sapienti quando invece il più delle volte nulla sanno
e mettono in imbarazzo serio e lo Stato e le persone che lo governano.
[6] Garentisco l'assoluta veridicità di quello che con la presente ha riferito
informando Vostra Maestà che unicamente l'ho fatto perché sono uno
fedelissimo al la Casa Savoia e perdippiù pensionato dello Stato, non
potendo in nessun modo farmi conoscere per diverse ragioni che con la
presente non posso specificare. Sui periodici sovvenzionati dallo Stato
prego far inserire diversi articoli con le vere intenzioni del Governo
Italiano acciocché si rendano una buona volta di pubblica ragione e
ciascuno ne prendi nota ponendo termine alla criminosa e bassa speculazione
che diversi vanno facendo profittando del momento opportuno.
Tanto dovevo significare a Vostra Maestà e nella speranza
che la presente non vorrà finire nelle mani di un qualche commissario
di pubblica sicurezza senza darne ascolto porgo i migli‹o›ri ossequi
Un cittaddino Italiano che sente in un momento come il
presente di essere veramente fedele alla s‹u›a patria… ||

A sua Maestà VITTORIO EMANUELE RE d'ITALIA
ROMA


Missiva dattiloscritta.

(Catania 5.10.14) allegati:(?)