15. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 20 marzo 1916

A Vostra Eccellenza Maestà,
[1] Notandovi quest'abisso che corre oggi
causa di voi, non giammai della
popolazione per come voi vi proclama
vo. Pensate che a questo macello
che i popoli vanno incontro, inno
centi, per un'idea di quattro
Farubutti, che illudono che vogliono conquistare
ma questa è una sconquista di
popoli, e conquista di sangue,
e di lacrime che buttano le loro
famiglie. tutto questo per la
vostra maledetta firma
che avete posto per il decreto
della guerra, [2] Pensate voi
Ora, a Vostro Padre, la congui
sta che fece nell'Africa,
che fare massacrare di uomi
una quantità di uomini
per imposessarsi di due Racche.
Si vede che siete di razza
conquistatori, Ma non fu
dimenticata, che (Brescia)
vendicò L'Innocenza
dei suoi fratelli con la Pistola
Questa di oggi è intimenticabile
la quale, [3] Voi la pagherete
cara con la fine più
misera di Vostro padre
Per provare lo stesso gusto,
che quei disgraziati che oggi
gustano gettati come i cani
nelle trincere)
Bisogna avere figli al fronte
per ribbellarsi, non giammai
Voi con tutta lo vostra setta
che siete ben 100 cento
chilometri lontano della
mischia) che fate banchetti ||

All'Eccellenza Maestà Re Vittorio Emanuele III
Roma


Missiva autografa.

(Trapani 20.3.16) allegati: Pref. di Trapani 6 maggio 1916