3. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Sambiase (CZ), 18 marzo 1916

Sambiase 18 marzo 1916
Illustrissimo Reale Maesta,
[1] Siccome tutti i soldati che ne mandate
allicenza quelli di sambiase cercano tutti
i mezzi possibili di trovare una medicina
per mettersela ai piedi Ma questo
rimedio sič trovato che appena si lametto
no sono zoppi e lo fanno per non andare
a combattere [2] quando se ne vanno del reggimen
to sono forti e robusti, poi alla tornata
alla stazione ci lanno di portare dentro
un trambo che sono zoppi del tutti e
li mandano tutti all'ospedale di catan
zaro che ci stanno delle persone che se
ne anno venuto via a due mesi e ancora
sono dentro le loro case quali ai loro
casi quali agli ospedali, e tutti questi
mettono sempre medicine per non guarire
mai e non andare mai in guerra
[3] Il dottore Vittorio Cataldi fa sempre
reclami che sono gravi ammalati
e non possono viaggiare E anche a detto
che sopra di lui non ci sta nessuno e
ha detto che si vuole esso vanno a
combattere se no non ci va nessuno. e se
voi non vedete come avete di fare
fra breve rimanete senza soldati che
poi sono tutti zoppi
Vi saluto… ||

Al Signore Vittorio Emanuele III Re d'Italia
per Roma
Palazzo proprio


Missiva autografa.

(Nicastro (Catanzaro) 21.3.16 - Roma 22.3.16) allegato: Pref. di Catanzaro 12 maggio 1916