2. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Polistena (RC), febbraio 1916

Polistena (Calabria) Febbraio 1916
Sire,
[1] Mettiamo in conoscenza che
non tutti i proprietarii che ten
gono il grano nascosto non
lo rivelano per giusto, spe
cialmente parroci usurai, per
venderlo al £. 25 il tomolo.
Sarebbe ottima cosa per ogni
paese mandare carabinieri o
guardie, rigorosamente a tenere
a posto questa gente crudele
che tratta il prossimo come
criminali, non come cittadini!
[2] Inoltre, nei giornali si legge
che i riformati che furono
sotto rassegna, non saranno
chiamati alla seconda
misurazione. Se ve ne sono
giovani gagliardi, robusti,
e di coraggio, perché debbono
stare in paese, a vantarsi
e ridere e beffare alle
spalle dei militari!
Pensi il Governo a chia
mare tutti i riformati
senza distinzione e veda
quanti ce ne saranno
abili. [3] Inoltre sarebbe
utile chiamare i rifor
mati di altre classi più
elevati, per non lamentarsi
le famiglie dei riformati
già chiamati; per evitare
mormorazioni e maldicenze
contro il Governo e la
guerra.
Dev.ssimi Sudditi
Un gruppo di riformati
della classe 1890-

P.S. La fondiaria sui
terreni dovrebbe essere
aumentata non tanto
poco, ma un po' elevata,
perché il grano i proprie
tarii lo vendono a prezzo
elevatissimo; una volta
lo vendevano a "12" lire il
tomolo; ora a "23" e a "24" e a 25 il
tomolo; in appresso chi sa.
Il vino, l'olio, molto, mol
to caro, cosicché la fondiaria
possono pagarla benissimo,
e se il Governo pretenderebbe
il doppio di quanto pagano,
ai proprietarii fa né caldo, né
freddo, perché loro prendono
anche il doppio prezzo
con evidenza, il doppio! come
s'è detto sopra.

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A Sua Maestà Il Re D'Italia
Roma


Missiva autografa.

(Rombiolo 11.2.16 - Roma 12.2.16) allegati: Pref. di Reggio Calabria 27 marzo 1916