1. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Arena (CZ), 4 dicembre 1915

Arena 4 Dicembre 1915
Maestà,
[1] Per ragione di giustizia,
il supplemento di Congrua
ai Parroci si potrebbe so
spendere per diversi anni
per due motivi:
1º Essi parroci senza il sup
plemento hanno, per ogni anno,
chi 80, chi 90 e 100 tomoli di
grano, che venduto, in questi
tempi, a 21 lira, il tomolo,
si hanno un duemila lire.
Poi censi e funerali e diritti
parrocchiali nella morte
dei parrocchiani, Messe di lire
due, battesimi e matrimonii,
altre mille lire certo.
[2] E con ciò un parroco non va
bene? Il supplemento, per
Giustizia, sia di Dio, e sia
umana, è superfluo e quin
di si potrebbe sospendere per
diversi anni.
Soltanto si potrebbe continua
re a dare il supplemento
di congrua ai soli Parroci,
aventi di grano-, Venti o trenta
tomoli, non già quelli che
ne hanno 70 o 80 o 90 e più
tomoli.
2º La sospensione della Congrua dei detti
Parroci è necessaria per economia
del Governo. [3] Quanti milioni
si spendono per azioni, che non
hanno bisogno di altro
E così, Maestà, si lasciano
i poveri operai che languiscono
di fame con molti figli, che
fanno pietà, poi senza lavoro,
con viveri cari! A questi
il Governo dovrebbe usare
pietà, di imporre tasse
non tanto esagerate, poche
per ragione della guerra
Si prega, dunque Sua
Maestà, accogliere la presente
e rifflettere, la Padre
degli Italiani, su codeste
cose esposte.
In verità
Con stima sincera
Vostri Dev.mi Sudditi
Un gruppo di Citta
dini Italiani. ||

A Sua Maestà Il Re d'Italia in
Roma


Missiva autografa.

(Comerconi (Catanzaro) 6.12.15 - Roma 8.12.15) allegati: Pref. di Catanzaro 3 febbraio 1916