4. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 28 novembre 1915

Maestà
[1] Le amministie deve farle
pei reati dello Stato, non per
quelli tra privati; perché
non è giustizia, non è mora
le che un individuo che ha
speso un occhio per costitu
irsi parte civile in un pro
cesso per vedere condannato
il colpevole che lo ha assassi
nato, deve poi, per opera
di un suo decreto di am
ministia, vederlo passeggia
re in paese e compromettere
la gente dabbene
I Decreti di amministia
li faccia per i reati di
Governo, non come quello di
Maggio, per i reati tra pri
vati! ||

A S. Maestà Il Luogotenente Generale del Re
Roma


Missiva autografa.

(Bari-Lecce 28.11.15) allegati: Pref. di Bari 27 gennaio 1916