3. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 16 maggio 1915

A Sua Maestà Vittorio Emmanuele 3º
Re d'Italia
[1] Due fratelli depongono sul trono la presente
Nel 9º Battaglione 1º Regg.to Bersaglieri
10 Compagnia nella classe del 79 trova
si un terzo nostro fratello richiamato
sotto le armi nativo nella provincia
di Foggia in Gargano il quale ha
lasciato nella più stretta miseria
la moglie con tre bambini piccoli
impotenti al lavoro per tirare la vita
nel modo presente. Siamo alla vigillia
di avere la sentenza della guerra
facciamo un fervido appello al cuore
di sua Maestà di trattenere l'imma
ne flagello. [2] Imploriamo e preghiamo,
ma guai Maestà se resteranno deluse
le nostre preci. Fin'ora siamo stati
tuoi sudditi fedeli, ma se il nostro
amato fratello lascia sul campo di
battaglia, diventeremo per te e per
la tua famiglia due anarchici dispe
rati. Dobbiamo ad ogni costo vendicare il
sangue del nostro fratello. Perciò pensaci
bene Maestà, mettiti avanti agli occhi
la morte di tuo padre, che noi due fratelli
seguiremo come il cane seguita la sua preda
a te e i tuoi e presto o tardi ne pagherai
la pena per dove sia o potrà
essere. [3] Saremo altri due Bresci. Perciò
ripetiamo l'appello al tuo cuore perché
non sono gli interventisti non sono i ministri
sei tu il capo che se vuoi tutto ti è
possibile. Tanto per risparmiare o noi
di commettere un assassinio, e per risparmi
are nella casa Savoia un luttuoso avve
nimento.
16 Maggio 1915 ||

A Sua Maestà Vittorio Emmanuele 3 Re d'Italia
Urge
Roma


Missiva autografa.

(Cagnano Varano 17.5.15 - Roma 18.5.15) allegati: Pref. di Capitanata, Foggia 28 giugno 1915