36. [Anonimo] a Regina Elena di Savoia

[s.l.], ante 7 settembre 1916

Maestà
[1] Chi vive nella reggia spesso dimentica le disgrazie dei sudditi,
non così, però, i disertori non ascoltati dimenticheranno che
hanno una vendetta da compiere. Agosto, mese in cui sperammo,
come scrivemmo, di ritornare all'esercito, è passato, senza che
fosse venuta un'amnistia, nemmeno per coloro che non disertaro
no dal fronte.
[2] Se le nostre madri e le nostre mogli non possono più vederci,
non è giusto V.M., che tutto potrebbe e nulla vuole, conti
nui a vedere lo sposo ed il figlio. Siamo molti e giurati, e
opereremo finché verrà l'amnistia, che sarà vera giustizia.
Da oggi, un'ombra grava sul Quirinale, e una minaccia sui
suoi abitatori.
Un gruppo ||

A S.M. LA REGINA ELENA
ROMA


Missiva dattiloscritta.

(Castellammare Stabia (?).9.16 - Roma 7.9.16) allegati: Presidenza del Consiglio dei Ministri 12 settembre 1916; Min. Int. 26 settembre 1916; Pref. di Napoli 24 ottobre 1916; Min. Int. 15 novembre 1916; Pref. di Napoli 26 novembre 1916; Min. Int. 8 dicembre 1916