34. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 8 luglio 1916

A SUA MAESTA'
VITTORIO EMMANUELE III
RE D'ITALIA
ZONA DI GUERRA
[1] Ci rivolgiamo alla Sovrana Maestà perché a Napoli non
ci è giustizia.
Per tutte le famiglie d'Italia vi sono lagrime, e dolo
ri, ma per il favoritismo, e la prostituzione non esistono
leggi.
Quante e quante madri piangono i figli, quante mogli ai
mariti, quanti figli il padre, e quante sorelle i fratelli;
ma per la famiglia del Caporale richiamato Salvatore De Muto
della classe del 1878 non esistono né leggi militari e né do
veri di Patria.
[2] Per ben tre volte ha saputo gabbare le Autorità milita
ri a causa della moglie del suddetto richiamato perché per
lui è la sua fortuna essendo donna piacente… e delle
ingiustizie commesse dalle Autorità militari, ne successe
uno scandalo quasi una rivoluzione fra tutta la popolazione
del quartiere dove abita il nominato De Muto perché le pove
re famiglie di quel rione addolorate per i figli e per i ma
riti ritenuti abili al servizio militare, pur standoci qual
cuno che veramente è ammalato non era stato dichiarato rifor
mato; [3] e per tutto questo favoritismo ottenuto a causa della
moglie del De Muto tutta la popolazione fecero esposto al
Comandante il Distretto militare di Napoli, al Comandante
il Corpo d'Armata di Napoli, esponendo tali ingiustizie,
Maestà il risultato fu sempre negativo perché la moglie sa
peva ben convincere le Autorità Militari.
Per sei mesi tanti figli di madre sono stati feriti, e
chi morti per difendere la Patria, e questo Sig. De Muto
esercitando il suo mestiere di artista comico ha lavorato
tutto l'inverno facendo fatica da trapazzo senza curarsi
del servizio militare, mentre le altre famiglie piangevano.
[4] La Maestà Vostra comprenderà che quando si è ammalati
a non poter disimpegnare il proprio dovere militare, non
si può neanche lavorare, e perché quest'uomo deve godere
tanta protezione.
Alla fine del prossimo giugno il suddetto De Muto de
ve ripresentarsi perché scadono i sei mesi dell'ultima li
cenza ottenuta in settembre 1915. Una diecina di giorni pri
ma il suddetto De Muto si fa aprire da un medico di fa
miglia una ferita che tiene per operazione avuta, e con questa
scusante presenta ai medici militari dia avere una fistole
permanente, sempre aperta (e quella non è altro che una feri
ta fattasi aprire). [5] La moglie poi dall'altro lato si presen
ta lei sola… ai Superiori militari e così ottiene quello
che vuole!!!
Presentemente il suddetto Caporale lavora per la sua
professione d'artista al Teatro Trianon di Napoli, perché la giu
stizia e la clemenza di Vostra Maestà non ordina inaspettata
mente una novella visita fatta da medici militari dalla Mae
stà Vostra fiduciari e troverà come lo stato fisico del no
minato De Muto non è quello quale si presenta al giorno
della visitaa medica, dall'altro lato la Maestà Vostra nel
mentre farà visitare il marito sorveglierà la moglie; [6] e tro
verà la clemenza giustizia di Vostra Maestà che i fatti espo
sti non sono che la realtà di una voce pubblica che cerca giu
stizia.
Tutta la popolazione del rione dove abita il suddetto
che tengono mariti, figli, e padre sotto le armi aspettano dal
la Sovrana Clemenza di Vostra Maestà che facciate luce a quel
lo che fino ad oggi hanno saputo oscurare.
Fiduciosi aspetteranno.
UN GRUPPO DI FAMIGLIE DI RICHIAMATI ||

Missiva autografa.

allegati: Pref. di Napoli 8 luglio 1916