23. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 18 marzo 1916

Maestà!
[1] Fino ad oggi non si è fatto
che imporre l'obbligo del ser
vizio militare a tanti padri
di famiglia e a tanti padri
di famiglia sono stati adde
bitati tanti balzelli e null'al
tro. Non basta. tanti padri
di famiglia ànno perduto
per sempre il loro impiego
privato si sono sacrificati
del necessario, non si sono
sfamati di pane e le loro
famiglie non vivono che
della sola carità pubblica e
di un insufficiente sussidio.
[2] L'on Salandra dice di tratta
re la questione a 6 mesi!!
Dopo 6 mesi si mangerà.
Esistono migliaia di eso
nerati malgrado il
severo decreto, perché è
chiaro che una commis
sione di esonero non è
competente presso tutte
le aziende presso tutte
le amministrazioni.
[3] Per la Patria i capitali
sti i proprietari privati
devono con decreto ver
sare un semestre dei
loro utili dei capitali
e della proprietà priva
ta compresa la V.M.
Questo alla Camera
non si dice, perché…
vengono toccati loro classi
ricche o agiate!… Il sacrificio fisico e finanzia
rio dunque viene dato dal popolo!!! Ma il ricco
non si presta in misura
delle proprie forze.
Sono crudeli verità!!
A guerra finita!
La lana ai soldati!…
i liquori!… ||

A sua Maestà il Re
Roma


Missiva autografa.

(Napoli 18.3.16 - Roma 19.3.16) allegati: Pref. di Napoli 10 maggio 1916