22. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 9 marzo 1916

O Re! [1] quando penso che due miei figli han data
la vita, per questa patria sue, forse, tu nulla puoi;
ma che un Fandella, tuonando dalla Mi
nerva, rende preda di sgualdrine e farabutti
suoi amici, mi dispero e grido: maledetto chi
può e non distrugge tanta lordura!
[2] Il puro sangue dei miei angeli, dato a
ricchezza di tanti farabutti!
O Re! sii maledetto tu, che proteggi i farabutti
e fai sgozzare i figli delle vittime di questi
farabutti!
Apri gli occhi o Re. Dio ti punirà se
vorrai esser cieco e sordo
Una maestra tua
paesana ||

Riservata alla Persona
Al Re Vittorio Emanuele III
una madre
[zona di guerra]


Missiva autografa.

(Napoli 9.3.16) allegati:(?)