19. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 29 gennaio 1916

Li 29 Gennaio 1916
[1] Maestà per sogno di un
vecchio contadino che non fa
palese del suo nome consi
glia la S. Maestà di cessare
la guerra, e di venire all'ac
cordo col nemico senza più
lasciar spargere più sangue
altrimenti L'Italia sarà distrut
ta, e Sua Maestà sara costret
ta a ritirarsi nella sua Sarde
gna a pascolare le mandre,
e La Sua Italia andrà in pos
sesso di nuovo regnante
[2] Ho Re! Pensa al male che
ai fatto a prestar ascolto ai
mali consigli dei vostri indegni
ministri provocatori della guerra
origgine di tanti mali della
patria col togliere la vita a tan
ti suoi figli.
Hò Nobilissimo nostro Sovrano
Con qual cuore potrà la S. Maestà
soffrire i lamenti di tante madri
che anno perduti i loro cari figli
e di tanti figli che anno perdu
ti i loro padri, e spose per la
perdita dei loro sposi?
[3] Pensa o Re che tutto quel
sangue dei nostri cari grida a
Dio vendetta su di Voi, e il nostro
nemico non sarà più L'Impe
ratore D'Austria, ma bensì
Il Presidente Ministro Salandra,
e quel buffone assassino D'An
nunzio Gabriele che eccitò il
popolo ignorante a gridare
viva la guerra.
Io intanto non posso più sof
frire che un Re così buono deves
sere comandato dai suoi inde
gni Ministri; [4] perciò io scrive
questi versi onde far valere i
suoi diritti di Re con dismet
tere la guerra, e venire in'accor
do col nemico senza più andare
in'avanti fissando il termine dei
confini nelle zone occupate la
sciando il resto del desiderato
Io non fo palese del mio nome
per non'aver molestia dai vostri
Ministri, e solo consiglia da uomo
vecchio lasciare la guerra firman
do la pace.
Iddio ne rende i Meriti ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re D'Italia


Missiva autografa.

(Napoli 30.1.16 - Posta militare 1.2.16) allegati: Min. Real Casa 13 febbraio 1916