14. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 16 dicembre 1915

A Sua Maestà
[1] Il luoco Tenente Generale
Se la legge è uguale per tutti,
allora perché tanti poveri figli
nostri debbono partire per il cam
po di battaglia per quindi morire
senza il nostro ultimo addio di
madre di sorelle e di spose ed
altri nelle lontane Americhe
a divertirsi? e non bastando ciò
a furie di danaro partono dal
la nostra Cervinara donne
che vanno dai mariti per li
berarli di venire a compattere
[2] Giorno 13 Lunedì col Vapore
che è sbarcato sono partite
famiglie di soldati che fra
le quali una certa France
sca Casale di Stefano ma
ritata a Vincenzo de Vitto
soldato di Fanteria che il
suo reggimento sta sotto fin
dall'inizio della guerra i 2
figli piccoli uno maschio e
una donna l'uno sui 5 o 6
anni e l'altra su 7 anni don
na. [3] Il padre diceva che pur
pagando 2000 lire avesse
partita altrimenti doveva esso
tornare e andare al fronte.
A ciò non si mette rigore?
Se arriva questo vapore e
non ritornano questi pas
saggieri quà, ne partiran
no tanti altri che aspettono
l'esito di questi partiti; e
allora succederà che ne
verrà una rivolta terri
bile. [4] Quindi telegraficamen
te potete farli ritornare
fra noi e quindi alleviate
il nostro lutto col vedere
i compagni dei nostri ma
riti e fratelli gioire mentre
i nostri già giaciono a mor
ire.
Tanto si spera dalla
vostra Maestà
Donne desolate senza
il sollievo dei fratelli, figli
e mariti ||

A Sua Altezza Reale il Luogotenente Generale
Roma


Missiva autografa.

(Cervinara (Avellino) 16.12.15 - Roma 17.12.15) allegati: Pref. di Avellino 28 febbraio 1916