8. [Anonimo] a Regina Elena di Savoia

[s.l.], ante 15 aprile 1916

Illustrissima Regina
[1] Che allarga anche ella le sue
braccia su questa pace ci sono solo loro che
possono farla questa pace, e farebbero una
gran carità vedessero quanta gente ai patiboli
e che patiscono, gia loro anno tutto quello
che desiderano, ma chi non a nulla solo le povere
braccia degli uomini, quanta gente che fanno
di fame e nelle cascine non ce più uomini
solo donne cosa fare, chia delle famiglie piccole
da tirar su, e tutto caro che prende fuoco
[2] invece che sprecono tanti bei soldi la alla guerra
li dessero a alla bassa gente ai poveri che
non anno nulla da mettere in bocca
a potersi tener su a lavorare, si che si farebbero
più donore sarebbero lodati da tutto il
mondo, invece sono creticati che li ta
cassero tutte le maladizioni che ci anno
gia mandato la gente guai vedrebbero anche
loro sua parte, invece che fanno perire
tanta gente a suoi piaceri, se il Re li ri
spondesse di no, tutto questo non si farebbe.
[3] a essere tanta crudeltà non aver di compassione
su questi poveri soldati, e se per disgrazia
li facessero anche così a loro avvrebbero
anche piacere e sua famiglia, che
si mettono anche a quel punto, ma
loro stanno bene, nei suoi palazzi
e cosa ce ne importa degli altri, che
vanno a alla morte cosa ci importa,
[4] ma un momento a laltro mentre
che prendono i suoi sogni li toc
chera anche la morte a loro
non solo far ammazar tanti
si vedranno poi anche un
bel affronto anche loro a su qualche
maniera li succederà perché se lo meritano
chi che lavora la terra sono loro loro mangiano
ciò che li piace e li altri niente. salutandoli
quanti disgraziati che ci resterà finito tutto questo
li mantengono poi loro, piuttosto li ammazzano. ||

Sognora Maestà
Re di Itaglia
Roma
Nelle proprie mani


Missiva autografa.

(Saluzzo 15.4.16-Roma 17.4.16) allegati: Min. Int. 5 maggio 1916