7. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 24 marzo 1916

Signor Maestà
[1] Lo pregiamo di cuore prima
che diamo un crosso scandalo,
di fare la pace. Altrimente
la casa Savoia andarà
tutta distinta, e sarete tutti
assassinati Salandra e Sonnino
e Cadorna e compagnia sensa
a fare il nome a tutti pure
come vuoi saranno assasinati. Lo pregiamo di cuore
di portare questa lettera alla
Camera e raggionatevi pure
di fare la pace. Altrimente la
Camera il Quirinale li man
deremo in aria.
[2] Pensate che cosa fate, pensate quanti
orfani che vi è già privi del loro
Padre, quanti vecchi che solo vivevano
sulla speranza dei loro figli,
pensate quanti padri rovinati che
non possono più quadagnare il
pane ai loro figli, quanti giovani
sulla fiore della sua età ad essere
cosi rovinati per i vostri caprizzi.
Ora pensate bene che vi daremo
qualche giorno di tempo di firmare
questa benedetta pace che da tutto
il mondo e già desiderata. [3] Solo
che dai grandi signore che sono
vigliacchi. Se questa pace entro
il principio di Maggio non viene
trattata. Anche un altro anno
noi ci vendicheremo se non possiamo
questo e un per volta o tutti
in un colpo andarete tutti all'inbolo.
E vi dico che siete vili che siete
vigliacchi a mettere tanta rovina così
in questo mondo
||

Sua Maestà Vittorio Emanuele 3 Ré D'Italia
Real Casa Savoia
Roma


Missiva autografa.

(Coggiola (Novara)24.3.1916-Roma 25.3.1916) allegati: Pref. di Novara 19 aprile 1916