32. [Anonimo] a Presidente Procuratore Generale presso le sezioni riunite della corte dei conti

[s.l.], ante 6 agosto 1918

Al Procuratore Generale delle
Sezioni riunite presso la
Corte dei Conti Roma
[1] Ho letto per caso le motivazioni con le
quali voi negate la pensione ad un vec
chio padre il cui figlio fu ucciso nell'uma
no macello che funziona al nord di questa
disgraziata Italia. E fra altro avete il
cinismo di asserire che una casupola con
un po' di terreno del valore di £.3000 costituisce
una "proprietà" in valore! [2] O ladri infa
mi, lasciate che tutti i Cav. Bonamico
occulti e palesi accumulino milioni e
coi cavilli truffate il vecchio cadente a
cui avete fatto assassinare i figli.
Avvocati, legali, giuristi, giureconsulti
il ragionamento vero è questo: Per fare la
guerra occorre il danaro ed il sangue del
popolo, roba non vostra, e quindi prima di
commettere il crimine di dichiararla, si
deve interpellare coloro che ne sopportano
tutto il peso.[3] Siate sicuri che ad enorme
maggioranza il popolo avrebbe risposto: Nò
non vogliamo l'immane, l'orrendo delitto,
e così quello schifoso di Re Vitt. Em. 3º.
non avrebbe commesso il primo delitto dichia
rando guerra alla Turchia nel 1911, causa
prima dell'attuale carneficina, ed avrebbe ri
sparmiato il secondo delitto cioè la dichiara
zione di guerra contro l'Austria nel 1915.
I veri nemici e traditori della patria
in Italia furono appunto i fautori della
nostra Guerra contro l'Austria e primo bri
gante ed assassino Vitt. Em. 3º che ha fir
mato la dichiarazione![4] Che un buon
projettile austriaco cadesse prima su tutta
la sua famiglia e poi su di lui medesimo
facendolo a pezzi, quello schifoso! Ma
troppo mite sarebbe ancora una tal morte,
egli, il vigliacco, dovrebbe cadere nelle mie
mani, onde potessi col coltello dei porci
scannarlo, farlo a brani e poi gettar i
suoi schifosi resti nella caldaja degli
animali abbattuti per convertirlo in colla
od in concime, e vendicare in tal mo
do i figli miei assassinati dal piombo
austriaco e morti di stento in prigionia.
La sete di sangue dei monarchi non è
ancor sazia, l'iniqua carneficina continua,
ma il redde rationem verrà poi anche pel
vampiro, pel dannoso parassita Vitt. Em. 3º. ||

Al Presidente Procuratore Generale presso le Sezioni riunite della Corte dei Conti
Roma


Missiva autografa.

(Novara 6.8.18 - Roma 8.8.18) allegati: Comando generale dell'Arma dei Carabinieri Reali 17 gennaio 1919