29. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 2 giugno 1918

Carissimo vagabondaccio
[1] Dunque mascalzone perché non
fai i tuoi appelli al popolo? perché non
fai sentire la tua voce vibrante sonora attra
verso i cuori di un popolo che ti odia a
morte! Tu vagabondo che violasti e cal
pestasti i trattati di tuo padre e tuo non
no, tu mascalzone che tradisti e ven
desti te e suolo per ridurci a questo
punto servaccio stupido e schifoso te
e quella putanaccia che ti mise al
mondo.
[2] Non illuderti però che se non riu
sciranno gli Imp. Centrali a punirti
come si deve non mancheremo noi
a compiere un sacrosanto dovere, laz
zerone.
Perché non fai mettere sui giornali
queste corrispondenze? parla forcaiolo!
So già che ti sarebbe lecito farmi fu
cilare ma questa volta ti sbagli per
ché prima che ti riesca ciò vedo io cader
te e tutta la tua delinquente raz
za
W La Germania W L'Austria
W La Turchia
2-6-18 ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re d'Italia
Roma


Missiva autografa.

(Torino 4.6.18 - Roma 5.6.18) allegati: Min. Int.. luglio 1918; Pref. di Torino 20 luglio 1918