28. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 17 marzo 1918

Illumo Sire
[1] Non sò comprendere
come una persona a vostro pari
si diverta a tenere tutto il popo
lo nel dispiacere.
Sono ormai treanni che la
bella Italia si trova in lutto
e nel dolore, e tutto per causa
vostra e degli assassini vostri
seguaci. L'Italia era bella grande
e indipendente e voi lavete
rovinata, ed ora che avete
fatto il male vi raccomandate
a noi.
[2] Ma tutto è inutile libera
non tonerà mai più.
Tutto questo è avvenuto per
il vostro egoismo, volevi venire
imperatore e non resterete ne
pure Re.
Riflettete bene sul fatto
di caporetto, e se continue
remo la guerra gli Austriaci
veranno fine a Roma.
Adunque perché non cessa
re questo immane conflitto,
non vi sentite strizzare il
quore pensando alle poveri
madri che piangano i loro figli,
ed ai figli che piangano i loro
padri.
[3] Adesso mi parebbe l'ora di
finirla, non vi basta di
quelli che avete fatto
macellare, volete andare avan
ti ancora, badate che poi
una ripercussione non venga
pure per voi.
Se volete continuare la Guer
ra, mandate in trincea tutti
quei carnefici che la vogliono
e mandate a casa i nostri
figli.
Adunque pensate bene a
cosa fate ci avete portato
nel lutto e nel dolore, i nostri
figli moiano di palle e noi
moriremo di dolore e di fame.
Non sta ai figli nostri a
liberare la patria, ma sta
a voi ed ai vostri seguaci che
l'avete Rovinata
Una Madre ||

A sua Maestà Vittorio Emanuele III Re D'Italia
Roma


Missiva autografa.

(Torino 17.3.18 - Roma 19.3.18) Allegati: Pres. Cons. dei Ministri 31 marzo 1918; Min. Int. 5 aprile 1918