26. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 24 febbraio 1918

Ha ha ha caro vagabondo
[1] il lembo del sacro suolo se
ne è già andato!… però se
ti dovessero domandare se lo sa
pevi non negherai perché
ti ò ovvertito con lettera al ca
der del 17 avvertendoti che il
18 sarebbe stato tutto a dan
no tuo. Ti rincresce vedere la ban
diera nemica sventolare sul
sacro lembo e se ti rincresce
ora che ne dirai quando la
vedrai sventolare nella tua
bella Roma?…
ha ha ha e
[2] ti troverai piazzato dinnan
zi al muso caro lazzerone
una lunga fila di cannoni di tutti i calibri come
facesti tu tempo fa contro
il popolo alquanto disa
giato che non ti chiedeva
che pane e lavoro.
Come ti avvertii per tuo
bene sono ancora per ripe
tertelo, dimettiti già che sei
ancora in tempo, è vero che
soldati e popolo saremo un
esercito solo ma per dis
truggerti te caro vagabon
do delinquente e stupido.
[3] Ancora un po' e poi sen
tirai che vittoria finale e
che vittoria…!!! e
noi fieri saremo quan
do ce ne ritorneremo alle
nostre case contenti del
nostro ottenuto cantan
do allegramento; Abasso
il denquente di casa
savoia…
Per tuo bene
sei già avvertito
(24 - Febbraio 18) ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re D'Italia
Roma


Missiva autografa.

(Torino 25.2.18 - Roma 27.2.18) allegati: Presidenza del Consiglio dei Ministri 15 marzo 1918; Min. Int.. 29 marzo 1918; Pref. di Torino 1918