23. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 12 gennaio 1918

[1] Ti chiamo per li contadini
Prima di principiare la
querra anno publicato che velle
vono andare apprendere i nostri
fratelli di trento e triete che
stavono bene e tranqueli nel loro
abbitazioni, che non ermo nente
fratelli nemeno parenti, ma ora
i nostri fratelli e nostri figli
che sono di nostro sanque che
si trovono pregionieri che fanno
della fame, che sono innocenti
e sensa sapere delle nostre notisie
e noi sapere delle sue, questa
sera una crudelta di quelli
crudelli che volevono la guerra
questo sera una infamita di
di quei crudelli
[2] in fine sono per dire che cič
dei catolici fatto fare dei
pellegrinagi in fine per la
querra che finise e predicavono
alla popolazione che avvero
pasensa per intimorire tutti
in mentre inemici ci sono vensa
ti e venuti in Itaglia asacri
ficare i nostri soldati, questi
sono i nemici che abbiamo noi
3se fusse vero che citrova un dio
manderia un castigo tutto il
mondo intiero per tutti ma non
solamente per noi contadini, se
non ce un dio, che cosa nefanno
quelli uomini crudelli in fami barbari, dire un modo e fare un
altro. Sefuse io al comando io li
metto tutti in prima linea con
i canoni preparati a fuoco celerato ||

Missiva autografa.

(Mondovi Cuneo 12.1.18) allegati: Pref. di Cuneo 28 febbraio 1918; Min. Int. 6 marzo 1918