1. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 3 luglio 1914

Sire![1] ancora oggi si verifi
ca lo spaggimento di sanque
tu ne siei la gausa
tui ignari la sorte che
ti attende
tu cadrai sotto i colpi
della rivoltella e cosi
espierai gome lo zozzo
di tuo padre la pena
i tuoi ministri ti rtasci
nano ne baratro
forcaioli sanquinari
salandra e giolitti i due ladroni
saranno puniti a suo tenpo e tu paghera
i la libia con' la pena di morte, o sire!
[un teschio con una rivoltella alla sua sinistra e un coltello alla destra]
[2] abbasso laustria e la germania propo
tenti reazzionari litalia vercogmosa
povera e sudicia dove piu regnano
i ladri. palazzo di giustizzia e monte
citorio milioni succhioni ipogriti
ci vedremo a qualche
festa questa e u lette
ra ghe ti proclama inpera
tore della libia
abbasso la monarchia sabau
da, saluti a te e salandra
e giolitti ladri!… arcolizzati ||

S.M. Re ditalia
supplica
Roma


Missiva autografa.

(Torino 3.7.14 - Roma 4.7.14) allegati: Min. Real Casa 7 agosto 1914; Min. Int. 20 agosto 1914; Pref. di Torino 27 agosto 1914

testo in stampatello