3. G., Santo a G., Rina

Deblin Irena (Polonia), 12 dicembre 1943

Mia adorata Linuccia
[1] questo è il mio secondo scritto. Ti confermo che sto bene in salute. Sono ansioso di aver notizie tue e dei cari angioletti. Voglio sapere come state per tutto. Gradirei che me lo dicessi con sincerità! [2] Per qualsiasi bisogno appoggiati, per ora, alla cara Zia Angelina. Regolerò ogni cosa al mio rientro in Patria. Se poi la vita ti è molto difficile dimmelo pure, perché troverò modo di venirti incontro anche a qualsiasi rischio della vita e se del caso tornando a combattere. [3] Avrai ricevuto un bollettino per kg. 5 pacco. Ti sarei grato se volessi inviarmi qualche cosa, cioè una maglia pesante - molte sigarette - marmellata - frutta secca. Per ora. Evita spedizione di prodotti infiammabili, carta, alcool, libri e generi sospetti. [4] Dimmi se un mio collega ti ha portato l'anello. [5] Non scrivere su questo intervallo bianco. Cerca di scrivere ai cari Genitori a mezzo della Croce Rossa. [6] Quì la vita è monotona, ti penso sempre con molto ardore e desiderio. Prego il Signore che vi tenga sempre di buona salute ed affettuosi con me. Stai tranquilla, dovrà pur finire un giorno. Saluti cari a tutti. A te, Gabriellina e Giovannino tanti baci e pensieri. Tuo Santo

Luogo di destinazione: Caldonazzo (TN)
Missiva autografa. Milano (MI), Fondazione Memoria della Deportazione.
Lettera.