Lettere a e da internati militari conservate nel Fondo Pirola
(1943-1945)

Composto da 15 faldoni contenenti complessivamente 428 fascicoli, il Fondo Pirola è stato depositato nel 2003 Milano presso l'archivio della Fondazione Memoria della Deportazione - con sede in via Dogana 3, a Milano - da parte della famiglia Pirola dell'ex-IMI Felice Pirola, successivamente alla scomparsa, creatore da cui il fondo - tuttora in fase di implementazione di altro materiale inedito - prende il nome.

Le corrispondenze pubblicate ammontano a 200, selezionate fra le circa 3000 depositate nel Fondo, il quale rappresenta buona parte dello nostra penisola, con interessanti risvolti linguistici. Tuttavia, in questa sede, per motivi didattici si è operata una selezione estesa all'Italia settentrionale.

Gli scriventi sono sia Internati Militari Italiani (IMI) - ovvero i soldati e gli ufficiali del Regio Esercito Italiano condotti nei Lager tedeschi dai nazisti nelle convulse fasi successive all'8 settembre 1943 - sia familiari, sia i conoscenti che con loro volevano mettersi in contatto.

Parimenti alle corrispondenze di IMI a livello più generale, anche il Fondo Pirola ci offre entrambe le tipologie di missive - la lettera (di 24 righe), la cartolina (di 7 righe) - attraverso le quali gli internati potevano comunicare ai propri congiunti e viceversa. Ovvero: due moduli prestampati, forniti dalla Wermacht e accomunati, nonostante le differenti dimensioni formali intercorrenti fra lettera e cartolina, dall'utilizzo di un lato per l'inserimento dei dati relativi alla mittenza e alla destinazione e dell'altro per la stesura del testo. Ciò non risolve l'eventuale discrepanza fra quanto contenuto in questi dati e quanto si evince dal testo. Discrepanze su cui non si è congetturato, data la difficoltà oggettiva di fornire spiegazioni che trovino un riscontro tangibile.

La trascrizione, condotta secondo criteri conservativi, mantiene abbreviazioni, grafia, maiuscole, interpunzione. Non si è mantenuta la fedeltà all'originale nei seguenti casi: in presenza di aff.mo con mo in apice non è stato conservato il testo in apice; il fine riga non è stato riprodotto, se non quando questo si collochi al centro di una parola: in tale circostanza lo si è segnalato, ritenendo l'elemento della sillabazione non trascurabile all'interno del giudizio linguistico che il lettore si crea di ogni scrivente. Al livello di struttura epistolare si presti attenzione alle corrispondenze numero 56 e numero 57, compilate sullo stesso modulo prestampato, pur strutturate come due testi apparentemente indipendenti l'uno dall'altro. Lo stesso criterio è stato applicato per la numero 92 e la numero 93, afferenti allo stesso supporto materiale ma caratterizzate ciascuna da una struttura epistolare propria.

La catalogazione delle corrispondenze è stata effettuata presso la Fondazione Memoria della Deportazione su database elettronico File Maker.

Edizione a cura di: Oscar Brambani (trascrizione, codifica AITER)

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