95. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 20 settembre 1504

Inlustrisima et ecelentisima madona, [1] a questi gornj pasati ebe una vostra e per quela vide como io dovese fare una viola ala spagnola d'ebano. [2] E così io ò fato opera de trovare l'ebano e avevane trovato uno belisimo peco e fatelo segare per mità e trovalo guasto dentro con pato che, se non me piaceva, che li donase mezo ducato che in vero me doio asai a non trovare dito ebano. Ò cercato tuta venecia, in efeto non ne trovo che sia neto, è tuto con gropi vole esere belo a fare una opera simile e molto me doio che non lo trovo perché tuta la vita mia non pensa in altro che in fare cosa grata ala ecelencia vostra. [3] Mio fratelo è io con le galeie e va a damascho: li ò comiso me ne toia uno belisimo peco. O aparegato 2 cuche grande, una d'aqua nanfa molto bona e una de aqua rosa damaschina, e livere 4 de bengovino de quelo propio fo l'altro che mandai. E manda dite robe a casa de franceschin e luj me le remanda indreto, da poi è sta' la barcha a Venecia, ma io non lo sepe, ché io era amalado, sono sta' qualque 8 gornj male. Adeso, dio gracia, staio asai bene e per lo primo le manderò. [4] Ala fine de otobre spero venire a fare reverencia ala ecelencia vostra. Non altro per questa, de contunevo m'arecomando a quela como fidelisimo servitore. Vale, adì XX setenbre 1504.
lorenco da pavia in venecia.
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Alla Ill.ma et ex.ma
si.ra mia la sig.ra
Marchisana de mantova.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1890, c. 344.
Cart., 1 f.