88. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 21 aprile 1504

Inlustrisima et ecelentisima madona, [1] ò receuto una vostra e per quela visto quanto ò a fare cercha al quadro de giovane belino. E quela à grande rasone, dio sa quante volte l'ò solicitado, non solicitado ma inportunado, e senpre m'à pagado d'un «ben faremo» e che li andava dreto con asai parole. Ultimamente li parlai e diceme che li mancava pocho a finire. Farò la diligencia per avere li danari, insemo con el magnificho messer alovise marcelo et lo solicitarò che el faca l'oficio. [2] Non altro per questa, de contunevo me recomando a quela como fidelisimo servitore. [3] A questi gorni pasati stete molto male con febra teribile che me credete mancare, trovandeme in grandisimo afano e tanto pù, pensando de privareme de la presencia dela ecelencia vostra, questa m'era un dolore estremo. Ora, con la gracia de dio, al presente m'atrovo asai bene e pocho iè mancado che non sia venuto a ferara a fare reverencia a quela che me pare X anj che non sia sta' avante ala presencia di quela. Ma perché al presente non m'atrovo nesuna gentileca, questo à causato che no sono venuto: a me, me pare mancamento a conparire avante a quela senca qualque cosa. Adì XXi aprile 1504. Fece l'inbasata a messer michele vianelo e regracia asai la ecelencia vostra e molto se recomanda a quela. lorenco da pavia in venecia.
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Alla Ill.ma et ex.ma
si.ra mia la sig.ra
Marchisana de
mantova.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1890, c. 328.
Cart., 1 f.