7. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 3 febbraio 1497

Ad 3 febraro 1497
Inlustrisima Madona, [1] avuto una vostra e per quela visto como disideraresti de sapere del liuto d'ebano e a che termine quando non fose a bono termine, che mandase l'ebano che lo faresti fare ad altri e faria con grandisimo incharico mio, tuta volta sono ato a metere la testa soto el cepo pura che sapia de fare cosa grata ala signoria vostra. Ma sapia quella como dito liuto a bonisimo termine e sar la p bela cosa de italia. [2] De fare el fondo de ebano non posibile perch averia grande desgratia al vedere, ma questo saria el mancho, non averia vose, niente p che se sonase uno peco de marmoro, ma faco uno fondo de cipresso molto belisimo e bono per dareli vocla voce. [3] Ben vero che sul dito fondo li faco certi lavori de ebano et sapia quela che io non l'abandono fina a tanto non sia finito. E la causa perch non finito sono stato apreso a tri mesi amalato e molto male che avefu volta che me credete de non comparire maie p avante a la signoria vostra. [4] Per l'altra fato grandisimi fredi che non posibile a lavorare queste cose sotile. [5] Ma prego quela che del tuto me perdona e recordare a quela che lorenco si vostro fidelisimo servitore.
E portar qualque altera bela cosa apreso al dito liuto.
Lorenco da pavia in venecia.

Ala Ill.ma Madamma
Elisabella Marchesana
de Mantova Madona
Colendiss.ma.


Copia manoscritta. Mantova (MN), Archivio di Stato, Schede Davari, 3, c. 379 .
Cart., 1 f.