64. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 31 agosto 1502

Inlustrisima madona, [1] fece la diligencia con el mastro che fa li teraci, e per esero omo atenpado lui non pò così venire, ma manda uno de li soi mestri che lavora così bene como luj e così vene con el corere e da dito saperete el bisogno aponto con promesa de fare diti teraci così beli como li pù beli de venecia. [2] Da franceschino ebe un legno per mostra con ordine che trovase ebano per farene 3. Così ò fato la diligencia e perché non s'atrova ebano al preposito per così picola cosa, perché chi l'à in peci grosi non lo vole taiare in peceti, tuta volta ò trovato questo peco aponto, che pesa livere 3 e once 3 e costa marceli 6, con gran fadicha, siché credo sarà el bisogno.
[3] Ali danari che ebe da quelo dala fiore, ebe XXiij ducati deli quali ne dete Xiij per fare segare li 8 peci de diaspro. Così resta' d'acordo con el mastro, presente messer giovane francesco dala grana, servitore dela s. vostra. Deli altri X ducati li ò dadi al mastro che fa la cariola e così se lavora contunevamente e sarà bela bela. [4] Cercha al quadro che doveva fare giovane belino, non maie fato niente, non è mancato perché messer michele et io non l'abiamo solicitato; ma io senpre pensai che non lo farebe. Como dise io una volta ala s. vostra, luj non è omo per fare istorie, e ne dà parole de fare, ma non fa niente, e acò che lui avese causa de farelo ò uno mio amicho, poeta, valente omo, e così lo pregai me trovase qualque istoria che fose asai facile per fare su dito quadro, le qualele quale sono queste incluse, ma me pare non ne volia fare niente. [5] Così messer michele atendarà a fase dare li XXV ducati e darà aviso ala s. vostra del tuto e così se recomanda asai a quela. Non altro per questa, de contunevo m'arecomando ala s. vostra. Adì ultimo agosto 1502.
lorenco da pavia in venecia.

Volendo la s. vostra avere una bela opera de pentura, el perosino ch'è a firenca, luj la farebe presto e così bene como omo de italia.
Li XXV ducati de giovane belino, s'el piace ala s. vostra che se tengano per la cariola, quela ordina, tanto farò.


||

Ala Ill.ma Madamma
Elisabella marchesana
de mantoa madona
Colendiss.a.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1440, c. 39.
Cart., 1 f.