49. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 25 marzo 1502

Inllustrisima madona, [1] oze in questo gorno ò auto una vostra da padovaverona e non pù presto, è stato l'erore de coluj che non m'à dato la letra. Auta, subito andai a trovare quelo dal spego de crestale el quale dice non ne vole mancho de 6 ducati. Io me l'ò fato inprestare con fadicha perché a me non piace per avere un defeto el quale la s. vostra el vederà forsa melio che non el vide la s. vostra a venecia, el quale defeto mostra una unbra masime ala man como vederete, siché quela faci como li piace. Non volendelo, subito mandatelo perché così ò l'ordine e per lo portatore di questa ve lo mando.
[2] Apreso ò parlato al mastro che l'à fato, el quale si ne à uno picholo, bono e iusto senca quelo difeto de crestale e ne vole ducati 2 ed è grande como è questa carta inclusa e àne uno de metale in tuta ecelencia che ne vole ducati 4 ed è grande como questa mostra. [3] Siché farò tanto quanto ordinarà la s. vostra, mandarò 2 pelesine da fare scarpe, portade da damascho: per lo primo le mandarò. Non altero per questa. [4] Doieme asai del mal tenp che avesti da padova a verona e me recomando per infinite volte ala inlustrisima duchesa d'orbino e a madona milia e che li farò fare li soi paternostri d'ebano e a m. marchisana de cotron. Vale. Adì 2525 marzo 1502.
Servitore vostro lorenco da pavia
in venecia.

Aspeto d'ora inn ora li 2 capeli fati in fiandra e subito li mandarò.


||

Ala Ill.ma Madamma
Elisabella marchesana
‹de M›antoa madona
Colendiss.a.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1440, c. 41.
Cart., 1 f.; l'indirizzo è lacunoso a causa di uno strappo, provocato dall'apertura del sigillo.