166. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 7 febbraio 1512

Ill.ma et ex.ma madona, [1] per mio fratelo mando ala s. vostra cinque bicheri fati con do manechi: dela diligencia mia ò fato, ma non so se'l mastro che i à fati abia fato la sua diligencia. Non n'ò fato fare pù perché volio che prima la s. vostra veda questi perché a mj non sastifano tropo e, se pù ne bisognarà, tanto ne farò fare quanto quela me ordinarà.
[2] Apreso ebe la forbesina e la lima i quali ò da' a laurare ala damaschina e li usarà diligencia perché sa fare. Finite che siano, subito le mandarò. [3] Ò bene auto apiacere che i calemi del dente de pese siano piacuti ala s. vostra che veramente la mia vita non pensa maie in altro che in fare cosa grata ala mia Ill.ma madona como fidelisimo servitore. [4] Inporò ancora non me sento bene dela malatia che ebe a mantova, la m'à lasa' non so che, sono sta' malsanno questa invernada: dubito de mal de vegeca, però non me curo purché pose parlare, me pare asai per fare qualque apiacere a quela. Vale, adì 7
febrare MDXij.
li bicheri costano do marceli l'uno che sono marceli X.
E de ebano non ne trovo cosa bona: non mancho de cerchare.
vostro laurentio da pavia in
venecia.
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Alla Ill.ma et ex.ma
si.ra mia la sig.ra
Marchisana de mantova.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1446, c. 24.
Cart., 1 f.