163. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 31 dicembre 1511

Ill.ma et ex.ma madona, [1] per franceschin auto sesanta marceli per le robe mandade per el priore dela certosa, che sta bene. [2] Da poi manda' el reloio per el moro barcarolo da mantova e costa marceli oto e mezo.
[3] E dal dito franceschin ebe le forfete picole per mostra per farene fare uno altro paro e dapo' lavorate d'oro ala damaschina, dove che el mastro che le lavora d'oro non fa luj le forfete: le bisogna farele fare e poi le lavora. E perch in venecia non c' al presente omo diligente a farele se non cose dozenale, sarebe mal fato a metere queli lavori su cosa gofa e tanto p che lavora ecelentemente, melio de l'azemino ch' a mantova, ancora che el sia sta' suo disipolo, e l' p desegno. E cos mando le dite forfete e una mostra che fato io e perch a mantova c' uno che lavora molto bene de tal cosa, como apare per quele che fece fare ala s. vostra, e cos ie le farete fare con diligencia, cos como sta la forma ed bono a tale ma non siano tenperate; le tenpra poi el mastro dapoi dorate.
[4] Mando ancora per el dito el resto del dente e el calemo cavado d'eso. Ma veramente cosa molto frangibile: sta' dificile a conduverelo, pur l'azo conduto a salvamento, per le cose che faco per la Ill.ma s. vostra, per dificile che siano, a mi me sono facilisime. [5] Di goti ancora non sono fati: se perse la mesura. Mandatime uno pocho de forma su una carta. Vale, ad ultimo decenbre 1511.
vostro fidelisimo servitore laurencio
da pavia in venecia.
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Ala Ill.ma et ex.ma
si.ra mia la sig.ra
madona marchisana
‹d›e mantova.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1446, c. 76.
Cart., 1 f.; l'indirizzo lacunoso a causa di uno strappo, provocato dall'apertura del sigillo.