15. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 3 agosto 1497

[1] […] tuta la fantasia mia consiste in lavorare legni che sonano in instromenti. [2] M' capitato a le mane uno oso che no vide maie la p bela cosa n non se sa de che animale se sia, bianchissimo como avolio ed per fare uno ecelentisimo fiauto, una bela forma, longo 2 quarte e meze e groso quasi 2 dida, el quale sta al comando de la signoria vostra. [3] Cos avuto uno peceto d'ebano per fare una de quele bachete como quela ultima avesti, longo como quelo e neto tuto uno pezo, non vide maie la p bela cosa […] cos el salvo a nome de quela.

Copia manoscritta. Mantova (MN), Archivio di Stato, Schede Davari, 3, c. 383 .
Cart., 1 f.

Intestazione nel Davari: "Lorenzo da Pavia ad Isabella".

All'inizio e alla fine della lettera il Davari segnala con pi puntini di sospensione di aver tralasciato parte del testo originale. Nel margine superiore della c. il Davari indica Venezia come luogo di scrittura della lettera.