14. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 23 luglio 1497

adì 23 de luio 1497
Inlustrissima madona, [1] A questi gorni pasati ebe una vostra e per quela como desideraresti de avere uno liuto d'ebano che fose acomodato a la voce de la signoria vostra. [2] Così io ò fato la diligencia, prima non bisogna pensare de trovare tal cosa in venecia perché quelli mastri da liuti non sano fare se non queli soi liuti ala italiana, queli altri sono liuti fati in Spagna e loro spagnoli li dano certe voce a unouno a l'altro modo per cantare che di qua non se sano fare, nè anche non sano lavorare l'ebano, siché per questo non bisogna farelo fare da costoro di qua […] .
[3] Mandai una impoleta de vernice mirabile per el quadro; non so l'avete avuta.
Il vostro fidelissimo servitor Lorenco in Venecia.

Copia manoscritta. Mantova (MN), Archivio di Stato, Schede Davari, 3, c. 382 .
Cart., 1 f.

Intestazione nel Davari: "Lorenzo da Pavia ad Isabella".

Al termine della lettera (prima del comma 3) il Davari segnala con più puntini di sospensione di aver tralasciato parte del testo originale.