138. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 27 giugno 1508

Ill.ma et ex.ma madona, [1] per el portatore di questa mando la viola de sandelo la quale si la p bela e la meliore che abia maie fato, como la s. vostra veder l'efeto e quela si degna de guardarela bene per sotile. [2] E ancora fato la casa de mia mano del tuto e coverta e fodrata diligentemente, e la saradura si gava senca la gave e, quando se apre, la gave non d salvo che meza volta. [3] E se sono sta' tardo a fare dita viola per quela, me perdonj e tanto p che credo non averene maie fato opera che sia p ala sastifacione dela s. vostra quanto ser questa. [4] E sono p gornj che stava per venire a fare reverencia a la mia Ill.ma madona, ma la causa si sta' che mio fratelo si amalado de flus patacho e credendo che dovese guarire de breve, ma male longo, ancora che meliorato e questo sta' la causa che m' tenuto e tene. [5] El portatore di questa si la gave de dito instromento. Non altro per questa, de contunevo me recomando ala Ill.ma s. vostra como fidelisimo servitore. Vale, ad 27 zugno 1508.
vostro laurencio da pavia in
venecia.
||

Ala Ill.ma et ex.ma si.ra
mia la sig.ra March
esana de Mantova.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1891, c. 376.
Cart., 1 f.