129. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 9 marzo 1507

Ill.ma et Ex.ma M.a, [1] eri sera gonse da ferara e messer tadeo alban me dise del recevere dela porta, ma che c'era sta' un pocho de falo dei cancanj, de che n'ò auto despiacere. Tuta volta me dise como facilemente li è sta' remedia'. Tuta volta ogne cosa stava asai ben fato: ben è vero che se trova rari li omenj che siano diligenti.
[2] Mandai le 2 once de mosgo bonisimo, del melio che fose a venecia: costa ducati Xij e mezo. [3] E apreso mandai un altra bacheta d'ebano: credo averete auto ogne cosa. [4] E la vostra s.me perdona se io non sono venuto a fare reverencia ala mia Ill.ma madona, ma esendo a ferara, me amalai dove me parse una ora mile a tornare a venecia. Ma ben è vero che dal R.mo cardinale, vostro fratelo, ò receuto grandisime carece e presenti, che li sarò obligatisimo in eterno, e veramente l'è uno agraciatisimo signore. [5] Adeso sono per meterme a lavorare e fare qualque bela cosa per la Ill.ma s. vostra ancora che me trovi avere da fare una infinità de cose, remetendo senpre ogne cosa per la mia Ill.ma madona la quale adoro. Vale, adì 9 marzo 1507.
vostro servitore lorenco da pavia
in venecia.
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Ala Ill.ma et ex.ma
M.a marchisana di
Mantova M.a mia
observan.ma.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1891, c. 358.
Cart., 1 f.