122. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 5 dicembre 1506

‹Ill.ma› et ex.ma madona, [1] receuto ducati vinte per el spego, de li quali regracio la s.ria vostra per mile volte e resto p che sastifato. Ma sia certo la s.ria vostra che l' la p bela cosa che abia fato maie e dio sa quando far p tal cosa e, ala mancho, quela pole tenere per certo che non in locho nesuno una opera de tanta beleca, s del crestale como de l'ebano. [2] Apreso mando uno altro liuto de quela forma, bono e belo, ma non se trova la casa in locho nesuno sich, per non mancare, lo mando per lo portatore senca casa, ligato politamente in canevaco e carta. E costa ducati 2 e soldi 5 in canevaco.
[3] Apreso, ve mando una bacheta d'ebano in la sua caseta politamente, la quale non maie visto el p belo peco d'ebano: tuto un peco intrego, neta in estremit, la quale aveva fato per dare al R.mo cardinale san piero a vincula con alcune altre cose che li faco. Tuta volta sono constreto dal me core, quando qualque bela cosa, a mandarela ala vostra ex‹ce›lencia e p, esendo io desideroso de onorare le cose mie, non conoscho altro mezo al mondo che mandarele ala s.ria vostra. Me resta ancora un pocho d'ebano, conpagno de questo, p curto e p sotile, la far con diligencia. E la viola.
[4] Mandando li danari dei do' liuti, ancora aspeto dqueli de l'ebano e sandelo e avolilo e l'ultimo peco d'ebano che fo livere 9. E quanto io sia servitore di quela non acade p a replicare. Vale, ad 5 decenbre 1506.
vostro lorenco da pavia in
venecia.
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Ala Ill.ma et ex.ma M.a
Marchesana de Man
tua
M.a mia observanda.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1891, c. 326.
Cart., 1 f.; il margine superiore sinistro strappato.