100. Lorenzo da Pavia a Isabella d'Este, marchesa di Mantova

Venezia (VE), 17 settembre 1505

Inlustrisima et ecelentisima madona, [1] con questa mando uno goto asai belo, li quali io li fece fare per messer felipo sgafena e al vianelo li piaqueno e ancora luj ne tolse una dozena per mandare in cicilia, ma de quanti ne fo fato questo si Ŕ el p¨ belo e in vero so per mandarelo. [2] E non comencarano a lavorare li vidriari fina a ogne santi. [3] Cercha a trovare l'ebano per la viola, non s'atrova per niente che sia neto perchÚ vole esere neto. De sandelo non me piace niente, el perde el colore, tuta volta n'˛ principiato una d'altro legno la quale far˛ molto bela e p¨ ancora faco uno clavacinbalo grande con doi regristri el quale volio fare la p¨ bela cosa che fose maie visto e el melio, el quale sarÓ al comando dela ecelencia vostra. [4] Apreso intese del mancare del palaco del quale io n'˛ auto una estrema pasione per doi respeti: prima, per avere perso la signoria vostra uno cosý fidele servitore et io avere perso uno singulare amicho. Non altro per questa e de contunevo me recomando a quela como fidelisimo servitore. Vale, adý XVij setenbre 1505.
vostro lorenco da pavia in venecia.
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Alla Ill.ma et ex.ma
si.ra mia la sig.ra
Marchisana de mantova.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Busta 1891, c. 81.
Cart., 1 f.