40. Cecchi, Emilio a Mattioli, Raffaele

Roma (RM), 21 settembre 1965

11 Corso d'Italia, Roma
21 settembre 1965
Egregio e caro dottor Mattioli,
[1] ebbi la sua del 30 agosto, e fui contento di quanto lei mi diceva, riguardo a quella impressione di "esibizionismo". Saputo da Elena Croce che, contrariamente a quanto tutti mi avevano detto, Alda Croce non aveva saputo nulla di questo libretto, e conoscendone l'autorità e lo scrupolo in queste cose, le mandai senz'altro le bozze. Ne ebbi in risposta la lettera che le accludo, e che ella leggerà certamente volentieri. A suo comodo me la rimandi.
[2] Citati è al corrente di tutto questo. Ieri le sono state spedite le bozze, con aggiuntavi una piccola prefazione-avvertimento in corsivo, e firmata E.C. Su queste bozze sono state riportate le correzioni di Alda Croce, che è correttrice acutissima.
[3] Quello che mi permetterei di suggerirle di fare, per essere più sicuri, dopo tante correzioni e letture, di tanti occhi e tante mani, sarebbe questo: quando lei avrà le bozze impaginate e licenziate del libretto, a cui ho dato il titolo di RICORDI CROCIANI, me le mandi e io le rileggerò e le restituirò a volta di corriere. Così saremo in tutto tranquilli. Credo che lei sarà d'accordo.
[4] Mi scusi se le ho fatto perdere del tempo. Soltanto ora ho saputo, per caso, che Titta Rosa era stato gravemente malato. Se lo vede, lo saluti da parte mia (non ne ho l'indirizzo):; lessi subito i MARMI, nei quali sono cose finissime. Scusi la lunga lettera: suo dev/mo
Emilio Cecchi

Missiva dattiloscritta con interventi autografi. Milano, Centro Apice, Corrispondenza, 36.
Lettera di 1 c., solo recto.

È acclusa una lettera indirizzata da Alda Croce a Emilio Cecchi, datata «Sabato, 4 sett. 1965» (nel fascicolo si legge in fotocopia perché, come si apprende dal seguito della corrispondenza [cfr. n. 42], la missiva viene rispedita dalla redazione Ricciardi a Cecchi).