38. Cecchi, Emilio a Mattioli, Raffaele

Roma (RM), 27 agosto 1965

11 Corso d'Italia, Roma
27 agosto 1965
Egregio e caro dottor Mattioli,
[1] giorni addietro ebbi da Citati le bozze di quel volumetto d'argomento crociano. Come lei saprà, esso fu un'idea di Elena Croce, messa in atto da Citati, col materiale di certi miei vecchi articoli e di certe lettere di Croce ch'essi si trovavano a propria disposizione. Si può dire che ho visto che cosa ne veniva fuori, soltanto in queste bozze.
Sia nella prima parte, costituita dagli articoli editi ed inediti, sia nella seconda parte, costituita da 14 lettere del Croce, i toni sono molto variati. A volte col Croce andiamo d'accordo, a volte ci sono contrasti. Le lettere di Croce a volte lodano, a volte ammoniscono. [2] Lei ha potuto dare un'occhiata a queste bozze? È la fatica d'un'ora scarsa. Vorrei che lo facesse, anche come capo supremo di queste imprese editoriali. E vorrei da lei un giudizio molto franco, sulla impressione complessiva di questo libretto. Non vorrei, involontariamente fare un po' la figura d'un "esibizionista".
A me non pare che ciò possa accadere; ma per mia tranquillità terrei molto ad un suo parere; e se ci fossero quei pericoli, non mi sarebbe sacrificio rinunciare a tutto. Guardi se trova un momento da dirmi in due parole la sua opinione. E mi creda suo dev/mo
Emilio Cecchi

Missiva dattiloscritta con interventi autografi. Milano, Centro Apice, Corrispondenza, 34.
Lettera di 1 c., solo recto.