28. Mattioli, Raffaele a Cecchi, Emilio

Milano (MI), 9 giugno 1960

Milano, 9 giugno 1960
Caro Cecchi,
[1] un Suo scritto non eget delle mie lodi, ma voglio dirLe, come editore "publisher", che l'articolo su Malagodi mi è piaciuto molto; mi pare colga assai bene il carattere del libro e ne metta efficacemente in valore i pregi di stile e l'importanza di documento. Grazie di cuore.
E quando potrò rinnovarLe a voce i complimenti? È da un pezzo che non ci vediamo.
[2] Spero che l'introduzione al De Sanctis non Le costi troppa fatica. L'amico Gallo ha già cominciato a passarci i testi. Ce la faremo ad uscire per il settembre ottobre?
Mi creda cordialmente
F.to Mattioli

Egregio Signor
Prof. Emilio CECCHI
corso d'Italia 11,
Roma


Minuta dattiloscritta con interventi autografi. Milano, Centro Apice, Corrispondenza, 24.
Lettera di 1 c., solo recto, su carta intestata "Banca Commerciale Italiana. Il Presidente".

Si tratta della prima stesura, corretta da Raffaele Mattioli, poi ribattuta a macchina ed inviata ad Emilio Cecchi.

La lettera non reca firma autografa; dopo il testo, in chiusura, è presente semplicemente il timbro «F.to Mattioli».

Al comma 1 il termine «publisher», che va a sostituire il precedente «editore», è integrazione manoscritta nel margine superiore del foglio.

Probabilmente Mattioli intendeva modificare l'espressione del comma 1, «i pregi di stile e», dal momento che la stessa viene cerchiata a matita; ma poi alcune lineette sulla linea curva mostrano l'intenzione di mantenerla.

Sempre a matita, ma questa volta riportata nel margine inferiore del foglio e richiamata da un segno sul testo, è l'aggiunta «È da un pezzo che non ci vediamo».