25. Cecchi, Emilio a Mattioli, Raffaele

Roma (RM), 5 dicembre 1957

11 Corso d'Italia, Roma
5 dicembre 1957
Egregio e Caro dott. Mattioli,
[1] avrà saputo da Schiaffini e da Citati che le cose del premio vanno regolarmente; sembra che Garzanti contribuirà per mezzo milione; i Gentile daranno il ricevimento del 21 dicembre addirittura al "Grand Hôtel", reputando troppo ristretta la loro sede in piazza Grazioli, ecc. Le notizie del premio sono state pubblicate sufficientemente dai migliori giornali.
[2] Ebbi giorni fa i due volumi delle "bozze" del Dossi. È un gran dono, di cui le sono molto grato. Forse è il libro più importante del Dossi, in questa forma; e mi fa perdere molte ore, perché non c'è pagina senza qualcosa che ferma; e invece di lavorare alle sue cose, uno si perde in questo labirinto di finezze, stranezze e cose anche davvero profonde.
[3] Non credo che il "Cattaneo" del Sansoni possa far perdere lettori a quello del "Ricciardi": lo ricevetti l'altro giorno, e non mi ha fatto, almeno finora, un'impressione molto decisa. Mi adopri se in qualche cosa posso essere utile, e mi creda Suo dev/mo
Emilio Cecchi

P.S. Dimenticavo che ho pure ricevuto e letto il librino: Del tradurre, di Valgimigli; e mi è capitato già di citarlo, in una di quelle "Letture" del "Corriere d. S.".


Missiva dattiloscritta. Milano, Centro Apice, Corrispondenza, 21.
Lettera di 1 c., solo recto.

Di questa lettera si conserva anche la busta, recante, oltre all'indirizzo, la dicitura «ESPRESSO» (manoscritta, al centro, e sottolineata), la dicitura «Personale» (dattiloscritta, sulla sx, e sottolineata), nonché alcune notazioni autografe a matita di Raffaele Mattioli, di dubbia lettura.