Carteggio Emilio Cecchi - Casa editrice Ricciardi
(1938-1966)

Cecchi, Emilio

Iscritto all'Istituto di Studi Superiori di Firenze, Emilio Cecchi (Firenze, 1884-Roma 1966) non vi conseguì la laurea in lettere, che gli fu invece conferita ad honorem nel 1958. Collaboratore di riviste («Il Leonardo», «La Voce», «La Critica») e quotidiani («La Tribuna», «La Stampa», «Il Secolo», «Il Corriere della Sera»), fu tra i fondatori della «Ronda» (1919-1922), corrispondente del «Manchester Guardian» (1919-1925) e critico letterario dell'«Europeo» (1948-1953).

Tra i maestri della critica novecentesca (La poesia di Giovanni Pascoli, 1912; Di giorno in giorno, 1954; Ritratti e profili, 1957; Libri nuovi e usati, 1958), rivolse il suo interesse anche alla letteratura anglosassone: Rudyard Kipling (1910), Storia della letteratura inglese del secolo XIX (1915; II ed. riveduta e accresciuta con il titolo I grandi romantici inglesi, 1961), Scrittori inglesi e americani (1935). Con Natalino Sapegno diresse la Storia della Letteratura italiana (Milano, Garzanti, 1965-69, 9 voll.).

Nati dalle terze pagine, i suoi frammenti di prosa "creativa" furono elaborati con cura e poi raccolti in Pesci rossi (1920), La giornata delle belle donne (1924), L'osteria del cattivo tempo (1927), Qualche cosa (I ed. 1931; ed. accresciuta 1943); mentre offrono testimonianza dei numerosi viaggi le note e le immagini di Messico (1932), Et in Arcadia ego (1936), America amara (1939), Appunti per un periplo dell'Africa (1954).

La produzione del critico d'arte si apprezza invece nei volumi Pittura italiana dell'Ottocento (1926), I trecentisti senesi (1928), La scultura fiorentina del Quattrocento (1956), Piaceri della pittura (1960).

Casa editrice Ricciardi

Fondata a Napoli nel 1907 da Riccardo Ricciardi (Napoli 1879-1973), la casa editrice esordì con il volume delle Poesie di Salvatore di Giacomo, cui fecero seguito, nel primo periodo di attività, fino al 1920, edizioni di poeti crepuscolari e di autori contemporanei (Papini, Il pilota cieco, 1907; Prezzolini, Il cattolicesimo rosso, 1908; Borgese, La canzone paziente, 1910; Thovez, Il pastore, il gregge e la zampogna, 1910; Cecchi, La poesia di Giovanni Pascoli, 1912). Tra il primo dopoguerra ed il 1938, la Ricciardi accostò agli interessi letterari quelli per la cultura storica, testimoniati dalla pubblicazione di opere di Benedetto Croce, Fausto Nicolini, Giovanni Gentile, Luigi Russo, Francesco Flora.

Nel 1938 si associò all'impresa Raffaele Mattioli (Vasto 1895-Roma 1973), su impulso del quale fu aperto nel 1951 un ufficio milanese (da allora la dicitura della sede divenne dunque ufficialmente «Milano-Napoli»). L'intelligente guida di Mattioli (alla sua morte subentrò alla direzione il figlio Maurizio), grazie altresì alla collaborazione di eccellenti tipografie, come quella di Giovanni Mardersteig e la Stamperia Valdonega di Verona, mantenne alta la dignità della casa editrice, da sempre contaddistinta dalla raffinata eleganza formale e dalla preferenza accordata ad opere di notevole profilo culturale. Ad affiancare Mattioli nella gestione della Ricciardi, tra il 1951 e il 1974, fu lo scrittore, bibliofilo e editore milanese Alberto Vigevani (1918-1999); mentre la cura redazionale dei testi fu sempre affidata, nella sede milanese, all'acribia e alla competenza di Gianni Antonini.

Nel numero delle importanti iniziative editoriali del secondo dopoguerra, vanno ricordate la più prestigiosa collana di classici italiani, "La letteratura italiana. Storia e testi", diretta da Raffaele Mattioli, Pietro Pancrazi e Alfredo Schiaffini, per complessivi 75 volumi di testi e 7 di storia e critica letteraria, nonché la collana "Documenti di filologia", coordinata da Gianfranco Contini e da Alfredo Schiaffini.

La Ricciardi ha interrotto l'attività alla fine del 2003, quando è stata acquisita dall'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani; in quell'occasione, l'Archivio della casa editrice è stato donato al Centro Apice.

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