857. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 31 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] In questo punto ch' è l'ult.o dell'anno a V hore di notte, ho ricevuto una di V. Ex.tia di XXVJ commune al S.r Alex.o et a me, la quale mostrarei voluntieri alli S.ri Car.li se fossero in termine ch'el si potesse fare; ma per esser in Conclavi non vi si potrà mostrare, et ancor perché in gran parte parla d'altre occurrentie. [2] Ma queste demostrationi sono pur tali che mertano che siano intese e dal Collegio, e dal futuro pontifice. Dico bene che V. Ex.tia non si deve confidare che li Governatori, né di Parma, né di Piasenza le facciano intendere loro, perché ognuno cercha de dar riputatione a sé, e mostrare che le cose succedino bene per sua diligentia, non per virtù d'altri. [3] Pur delle bone opere, non si pò aspettare se non bene; niente di meno V. Ex.tia deve sempre scrivere a me quello che la fa in servitio di questo Sacro Collegio, acciò che al men lo sappino; et ancor far che li Governatori, come è di Parma è di Piasenza, lo scrivino e ne facciano testimonio, et indricino le lettere in mano mia per meggio di V. Ex.tia, acciò che non ce intervenga quello proverbio che dice chi serve a comun, serve a nisun.
Altro non dirò a V. Ex.tia se non che gli baso humilmente le mani, et in bona gratia mi raco.do, laudandola estremamente de l'opere fatte, e confortandola però a tenere ancor in mano qualche cosa. Questa lettera manderò forsi con lo aviso del novo pontifice.
In Roma, l'ultimo del MDXXJ.
Sono stracchissimo, e però non scrivo più longo. È ben ragione che V. Ex.tia attenda ancor alle cose del stato de Milano, ma il principal suo debito è di conservar le cose de la chiesa.
Di V. S. Ill.ma
Fidelissimo Servitor
Baldesar Castiglione ||

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, c. 419.