847. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Havendo scritta la qui alligata, sono venute lettere a questi S.ri, come el S.r Federico era intorno a Parma e che a quell'hora forsi l'havea presa, e con pochissime genti. [2] Lor S.rie se sono dolute, ch'el si habbia hauto così poca cura alle terre della chiesa che si siano lassate perdere senza rimediarli. Io ho risposto excusando V. Ex.tia et allegando che la dilatione de dare li denari alli soldati, ha fatto in parte questo errore, poiché le genti che erano di q.a da Po, sono state rivocate ciò è il S.r Vitello, et èssi lassato quel paese senza presidio alcuno. [3] Et holli fatto vedere che V. Ex.tia ha fatto tutto quello che gli è stato richiesto dal Governator di Parma, che è stato el mandarli m. Ludovico da Fermo con 50 lance e se più fosse stato richiesto, più se serebbe fatto. [4] In somma questi S.ri se sono risoluti mandare questo cavallaro a posta, perch'io gli ho detto che mi dubito che le lettere non vadino, e m'hano detto ch'io in conformità di quello che scrivono a V. Ex.tia, io ancor scriva che quella voglia far ogni opera perché il stato della chiesa sia conservato. [5] E doglionsi del S.r Prospero, affirmando che ancor ch'el sia debito di guardar le cose acquistate per nome dello Imperatore, è però ancor debito di conservare quelle che sono acquistate per la Chiesa. [6] E questo più toccha a V. Ex.tia come a Cap.no della S.ta Chiesa che al S.r Prospero, sì che io non dubito già che quella non habbia fatto tutto quello che è stato in poter suo; pur s'el si pò mantenere Parma, V. Ex.tia farà cosa molto grata a tutto il Collegio quanto dir si possa, e parrà che la satisfacia molto al debito suo, e specialmente in questo tempo che la Sede è vacante. [7] Laudo bene che o mantenendosi Parma, o no, la scriva una lettera a me o al Collegio in escusation sua, rendendo la ragione di questo disordine, perché ancor ch'el conclavi fosse serrato, ge la farò havere. [8] Altro circa questo non mi par poter dire, se non che questo Collegio desidera che V. Ex.tia attenda principalmente alla conservatione del stato della Chiesa: e poi s'el si potrà al resto.
[9] Io, havendo questo messo che pur credo che virà fidatamente, aviso V. Ex.tia che oltre le mie di VJ delle quali quella mi scrive la ricevuta, ho scritto de VIIJ, XJ, XIJ, XIIJ, XVJ, XVIIJ, XIX, XXIJ, e la continentia di q.te era per il più della difficultà ch'io havevo in cavare questi denari, e della gionta del S.r Alex.o, e della grata audientia hauta da questo Collegio, et alcuni mei pareri ch'el S.r Alex.o per parte di V. Ex.tia m'havea detto ch'io scrivesse, con una lettera del Collegio, pur responsiva. [10] Scrissi ancor la gionta de monsig.r nostro, et una unione de Monsig.r R.mo de' Medici con Sua S. R.ma; della retention del Car.le de Ivrea, la quale ha causato la dilatione di q.to Conclavi.
[11] In tutte queste, ho sempre replicato che V. Ex.tia havesse cura delle cose della Chiesa: Dio ce dia gratia che Parma non sia persa.
[12] Il Collegio scrive al Governator di Bollogna, che s'el homo de V. Ex.tia che ha da venire a pigliare quelli denari, non fosse lì, che lui subito havendo li detti denari, voglia inviarli a V. Ex.tia per la più secura via ch'el pò.
Altro non mi occorre dire a quella, se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXIIIJ de X.bre MDXXJ.
Di V. Ill.ma S.ria
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron ‹mio› il S.r Marchese de ‹Mantua› de la S. R. E. ‹Cap.no genera›le


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 410-411.