846. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Per le ult.e mie che forno de XXIJ del presente, scrissi a V. Ex.tia de l'ordine che s'era dato che questi denari del quartiero che se dovevano dare a V. Ex.tia, fossero sborsati in mano del governatore di Bologna: et el tempo era a X de Genaro, benché io sperava che s'haverieno più presto. [2] Hora li replico questo medesimo, per dubio che le lettere non sieno andate in sinistro, et ancor acciò che a l'hauta di questa, la qual mando per la via de Mantua con oppinione che la debba venire più secura, V. Ex.tia mandi al Govern.re de Bologna un homo suo che riceva questi denarj. [3] Li quali seranno 3.000 e settecento ducati d'oro di camera perché Mons.re R.mo Armelino ha voluto ritenersi quelli 300 che alli dì passati me diede a me, che già ne havevo tolti tanti in prestito, che non sapevo più a chi voltarmi. [4] V. Ex.tia potrà vedere il modo che li pare meglio per condurre questi denarj in Campo: io per me non so, perché qui è venuto nova ch'el S.r Federico era ito a Parma, e che era per pigliarla. Forsi che sarebbe bene farli capitare a Mantua, e poi transferirli dove V. Ex.tia fusse. Pur del tutto a lei me rimetto.
[5] Computando il tempo, che se metterà prima che questa lettera sia dove è V. Ex.tia, e quello che se metterà di là, a venire in sin a Bologna, penso che se l'homo de V. Ex.tia se partirà de là alla hauta di questa, alla gionta sua in Bologna troverà ch'el Gover.re haverà in mano li denarj. [6] Però V. Ex.tia potrà subito inviarlo, con quello modo che a.llei parerà con sue lettere al Gover.re che consegni questi denarj, a quello che V. Ex.tia manderà, e da lui riceva quietanza in nome suo.
[7] Come per le altre mie ho scritto a V. Ex.tia questi S.ri sono molto diversi de oppinione, e però quella non se meravigli se la non ha commissione expressa de ciò ch'el habbia a fare. Tutti vorrebbeno ch'el stato de la Chiesa vechio e novo fusse conservato, almen fin a la creatione del novo Pontifice. Se V. Ex.tia pò far questo credo che la satisfarà ad ognuno. [8] Vederò de mandare insieme con questa mia a V. Ex.tia un'altra lettera del Collegio: pur questi S.ri sono tanto occupati ne le pratiche del pontificato, che poco altra cura se pigliano.
[9] Del Car.le de Ivrea per ancor non se intende nova alcuna; niente di meno questi S.ri sono resolutj di entrare in conclavi posdimane che è a XXVJ del presente, vengha, o non vengha il Car.le de Ivrea. Le oppinioni sono molto varie. [10] Mons.re R.mo de' Medicj ha molti amici, et ancor molti inimici: credo che difficile serà ch'el desiderio suo suceda almen ne la persona sua propria. Molti sono, anzi quasi tutti che pensano de essere papa. [11] Mons.re R.mo et Ill.mo nostro è in bona oppinione universalmente, pur io non oso a pigliarne molta speranza, per non ne havere quel despiacere che se ha quando le cose molto sperate non succedano.
Altro non mi occorre se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia me rac.do.
In Roma, alli XXIIIJ de X.bre MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio, il S.r Marchese de ‹Mantua› de la S. R. E. ‹Cap.no genera›le


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 408-409.