843. Castiglione, Baldassarre a Gadio, Stazio

Roma (RM), 22 dicembre 1521

Mag.co M. Statio mio hon. [1] Sono disperato vedendo che lo Ill.mo S.r nostro, non ha le mie lettere, come Sua Ex.tia me fa intendere per la sua de XV del presente: Dio sa ch'io ho pur scritto assai come vedrete se pur questa serà una di quelle che capiterà bene. [2] Voi scrivete nella vostra mandarme copia de una lettera de Mad.a nostra, e de una de M. Ant.o Bagarotto de IJ.do del presente, la qual me havete mandata un'altra volta. Pur io ve lo perdono se voi ancor perdonate a me che non ve mando, così minutamente come vorresti le cose che se fanno e dicono qui in Roma, perché in vero sarebbe troppo grande impresa. [3] Bàstavi sapere che non furno mai scritte le più accerbe cose, come se trovano scritte de PP. Leone, e de Mons.re de' Medicj, non tacendo ancor de tutti li altri Car.li: prosa e versi, vulgari e latini. [4] Saprete ancor che a caso la sedia del papa che è in la Capella è divisa in due parte perché il termine che separa la cameretta de Grassis, et a quella de Ridolphi, vi è proprio in meggio de la sedia: che da molti è riputato augurio de scisma. [5] Non tacerò ancor che sopra la stantia de Mons.re R.mo de Mantua è dipinto Christo che dà la chiave a S. Pietro. Non so mo' se questo augurio serà adempito: Dio lo voglia.
Altro non mi occorre se non che a voi me rac.do.
In Roma, alli XXIJ de X.bre MDXXJ. ||

A M. Statio


Copialettere, non autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8207, c. 1-2.