842. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 22 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Hoggi ho recevuto una de V. Ex.tia comune allo Ill. S.r Alex.o et a me, e per quella me ho preso despiacere assai intendendo che la non habbia hauto mie lettere, doppo quelle, de VJ del presente, perch'io ho scritto de VIIJ, e de XJ, e XIJ, e XIIJ, e XVJ, XVIIJ, XIX. E s'io fusse securo che questa pervenisse, replicarei quello che ho scritto nelle altre: ma non so se l'haverà sorte de capitar bene.
[2] Io ho fatto intendere a Mons.re R.mo et Ill.mo nostro, et a Mons.re de' Medicj, et ad alcuni altrj de questi S.ri quanto V. Ex.tia me scrive de l'havere inviato lo exercito, a la via che l'ha. Tutti la laudano, e la pregano a non mancare di quello che la cognoscerà esser utile, et honore de la S.ta Chiesa, e tutti se offeriscono a far per lei ciò che potranno. [3] Io per le ult.e mie scrissi a V. Ex.tia che per vera desperatione haveva accettato de pigliar in Bologna li 4.000 ducatj a X dì de Genaro. Pur non sono mancato, né mancarò de abbreviare questo termine, quanto a me serà possibile. [4] E spero in ogni modo che seranno in mano del Governatore qualche dì prima de questo termine: et io avisarò V. Ex.tia a tempo che la potrà mandare a torli subito che vi seranno.
[5] Per ancor non se sa il dì del entrare in Conclavi, perché non è ancor venuto nova de la liberatione di questo Car.le de Ivrea: che Dio perdoni a chi ha causato un tanto errore. [6] Le pratiche sono strettissime, e benché Mons.re R.mo de' Medicj habbia devotj assaj, pur se li sono ancor scoperti molti inimici, di modo che non so come andarònno le cose sue. Io non manco de far con ogni diligentia, quello che penso esser desiderio di V. S.ria Ill.ma.
[7] Mons.re R.mo nostro de Mantua, ha de molti amicj, li quali li prometteno largamente. Estimasi che da gran tempo in qua, non sia stato un Conclavi con tanta contradictione, come serà questo. Nostro S.r Dio ce guardi da scisma.
[8] Mons.re R.mo nostro sta bene, se non che la notte li doglieno li schinche assai agramente, secondo che Sua S.ria R.ma raconta reliquie de quel suo male; e per non movere humori che l'impedissero in questi tempi, non se risolve de pigliar medicina alcuna.
[9] Lo Ill. S.r Hercule sta bene (Dio gratia) pur è tutto carico de varole, le quali però cominciano a seccarse, ma non ha più quel fastidio del non dormire; penso che presto serà gagliardo. Il S.r Alex.o sta bene, e se rac.da e basa le mani de V. Ex.tia.
[10] S'io non ho presto nova che le mie lettere sieno pervenute a quella il che pur non posso credere che non sieno, resolveròmi di mandare un cavallaro a posta, e replicarli quello che gli ho scritto per tutte queste mie passate: doleriami bene, che se fussero perse, e massimamente due del Collegio.
Altro non ho che dire, se non che baso le mani a V. Ex.tia et in bona gratia humilmente me gli rac.do.
In Roma, alli XXIJ de X.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitore
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio, il S.r Marchese de M‹antua› de la S. R. E Cap.‹no general›e


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 404-405.