833. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 17 dicembre 1521

Mag.co etc. [1] Certo io ho piacere scrivendovi e se fosse più disocupato vi scriverei lunghissime lettere, ma per hora vi pigliarete queste tali quali se siano.
[2] Alla vostra de XI del presente dico che noi havemo perduto assai, et il S.r Mar. Ill.mo ha perso ancor più che non se crede, et altro rimedio non vi è. [3] Io secondo la mia bassezza ho pur perso assai, ma la magior mia perdita si è la contentezza che io da mo' mi haveva conceputa nel animo di veder Sua Ex.tia con PP. Leone, e la exaltatione ch'io sapevo che ne gli era per venire: perché mi pareva pur per dirlo con voi che ogni bene che nasceva da questa radice, fosse pur stato coltivato e mosso in qualche parti dalle opere mie. Non se pò più: precisa est velut a texente spes mea. [4] Né pensate ch'io havesse magior né più cara speranza di quella ch'io vi ho detta: e parevami pur un gran piacere fare cognoscere alli mei patronj col servirli quanta diferentia sia da una cosa ad un'altra. Dio sa mo' che PP. serà, e che via bisognerà pigliare per guadagnarlj lo animo, il che già era fatto optimamente con PP. Leone.
[5] Io vorrei pur affaticarme in far Mons.re di Mantua PP. ma che pò far un granchio alle balene? Pur in magnis voluisse sat est. Ma se S. S. R.ma me ne desse occasione forsi ch'io farei qualche cosa, chi sa. Io non voglio dire più di questo.
[6] Vi ringratio compare mio car.mo del desiderio che havete di sapere s'io ho hauto il mio quartiero, e dicovi che dui mesi sono io cominciai a sollicitare con Nostro S.re il quartiero dello Ill.mo S.r Mar.se. [7] E quando Sua S.tà morì era per haverlo di là a 4.tro dì: poi non ho mai fatto altro che dimandarlo né mai non ho potuto trarne conclusione alcuna con tante fatiche e fastidj, ch'io vi prometto che poco gli è mancato che non habbia detto vilania al Collegio. Se non questa sera mi hanno fatto assignatione di 4.000 ducatj in Bologna: le lettere io spero haverle dimattina.
[8] Io non ho voluto scemare un quattrino di questj, parendomi che pur fossero pochj al bisogno dello Ill.mo S.r Mar.se, ma ho fatto tanto la pietà al Camorlengo che mi ha dato 300 ducatj de li quali io ne havevo da rendere, che mi erano statj prestatj 200. [9] Desidero ben, che me mandiate la conclusione de' mei cuntj, perché a pocho a pocho vederò de cavargli di qua. E di questo vi prego non vi scordate. Quando manderò questi 4.000 ducatj al S.r avisaròne el mag.co thesaurero e così de li mei.
[10] Deh compar mio avisatime se credete che habbia da succedere più cosa alcuna del negocio di M. Pietro Ard., ch'io vorrei pur ch'el se ne facesse qualche cosa.
[11] Io non voglio scrivere più a lungo perché son stanco. Ho fatte le racomandationi vostre al S.r Hercule che ve ringratia: il povero S.re sta in letto tutto pieno di varole.
Et a voi me rac.do.
In Roma, allj XVIJ de X.bre. ||

A M. Gio. Iac.o Calandra


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. G, cc. 6-8.