832. Castiglione, Baldassarre a Este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 17 dicembre 1521

Ill.ma et Ex.ma S.ra e patrona mia. [1] So bene che serebbe debito mio scrivere ogni dì a V. Ex.tia, ma io sono occupatissimo e pieno di fastidio, per voler pur in ogni modo cavare questi denari per lo Ill.mo S.r Marchese, il che è quasi un miraculo, per la estrema povertà in che se ritrova questo Collegio. [2] Pur spero dimatina havere quello ch'io son per havere a questo cunto. Oltra il fastidio del animo, in questa cosa gli ho ancor la fatica del corpo, che per far una conclusione me bisogna parlare a cento Car.li, e cento mercatanti, e cento officiali, li quali stanno in cento lochi. [3] Ho poi sul core queste cose del pontificato, ch'io non vorrei pur che fosse un papa poco amico della casa: e benché l'opera mia sia de pochissimo, o niun momento, non posso però manchare de far il debito mio. E sino a qui ho fatto per monsig.r nostro Ill.mo quanto è stato in poter mio, e non mancherò per l'avenire.
[4] Dimani si dovea entrare in Conclavi, ma per esser stato sostenuto il Car.le de Ivrea, questi S.ri hanno differito, acciò ch'el non possa dolersi, e tantj dì se differirà, quanti S. S.ria R.ma serà stata distenuta, per rendergli a punto quello che gli è stato tolto, né più né meno. [5] Le cose vanno molto strette, et estimasi che gli habbia da esser molta contradictione; Dio indrizi questa barcha a bon porto. Io per me sono pur del medesimo iudicio che sono stato insino a mo', ciò è di quelli che pare che habbiano favore de voti. Pur in un punto poi le cose possono mutarsi.
[6] Io in risposta della lettera di V. Ex.tia de XJ del presente non dirò altro, se non che bisogna accomodarsi a quel che piace a Dio: e spesso noi se dogliamo del nostro bene, e se alegramo del male. [7] Forsi che lo Ill.mo S.r Marchese haverà più occasione de mostrare il valor suo che non harebbe hauto vivendo PP. Leone, e lo Ill. S.r Hercule haverà quello che V. Ex.tia desiderava, e con quella medesima consolatione. Nostro S.r Dio qualche volta ce tribula, per farci poi parer più grate le contentezze. [8] Io prometto a V. Ex.tia che tutta questa corte estima ch'io habbia perso assai per un povero gentilhomo: pur mi vanto di tollerare questo caso con l'animo così ben composito, quanto altro par mio. Di questo non mi occorre dire altro, rimettendomi poi a scrivere molto a lungo a V. Ex.tia, se non serò per parlargli così presto.
[9] Circa la cosa del presente da fare al vescovo di Carpentras, parlerò con il S.r Hercule e m. Ag.no, e m. Alphonso come V. Ex.tia mi comanda, e de la risolutione ne darò aviso a quella.
[10] Monsig.r R.mo et Ill.mo nostro mi ha fatto mostrare li avisi che V. Ex.tia per sue lettere gli ha mandati. Serviròmene secondo il bisogno, e farò sempre vedere a S. S. R.ma quanto io haverò dallo Ill.mo S.r Marchese, e da V. Ex.tia.
[11] S'io cognoscerò che lo Ill.tre S.r Hercule habbia bisogno de racordo alcuno di quelli ch'io posso dare, non mancherò de dargli con quella affecionata servitù ch'io ho sempre conservata nel animo, per non haverla potuto mostrare in opere. [12] Del star di Sua S. con queste sue varole, non scrivo a V. Ex.tia perché so che la ne è avisata da m. Alphonso. Sua S. ha fastidio del bisognar stare in letto.
[13] Delle nove di q.a non ho altro che scrivere, se non che lo Imperatore ha preso Tornai, et in questo punto lo ambasciatore di Spagna ne fa allegrezza con fuochi et artigliarie. Laudo molto che lo Ill.mo S.r Marchese habbia mandato m. Capino a Cesare che non pò esser se non in proposito.
Io baso le mani de V. Ex.tia, et in bona gratia sua humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XVIJ de X.bre MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Devotissimo Servitor
Bald. Castiglione ||

Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patr.a mia, la S.ra Marchesana ‹di Mant›ua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 397-398.