831. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 16 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Io ho il cervello tanto pieno di confusione e fastidio, che non mi pare di poter satisfare a cosa alcuna di quelle ch'io debbo con V. Ex.tia; pur facendo quanto io posso, parmi esser escusato, e più serrei se quella potesse vedere il stento ch'io patisco. [2] Non è povertà al mondo né meschinità, sop.a quella che si vede in questo Collegio: che s'io la dicessi come è, non si crederia. Oltra li debiti grandi lassati da PP. Leone, S.ta memo. sono dopo la morte sua impegnate tutte le gioie, tutti li panni di Arazzo, dico quelli bellissimi, e mitre, e regni, e paci, e argenti della credenza: s'el si è dovuto fare queste exequie, tanto povere che non so qual cosa al mondo sia povera, e pagare li fanti della guardia, e far le stanze del conclavi.
[3] Io ho cridato tanto, che credo domatina haverò quattro milia ducati in lettere per Bologna, et èmi bisognato far le pacie per giongere a questa somma, che non me ne volevano dar se non tre milia. E questa difficultà veramente S.r mio, non è per altro che per impotentia. Subito ch'io gli habbia, remetteròlli in mano al Governator di Bologna et avisarònne V. Ex.tia.
[4] Io ho ricevute due lettere di quella de VIIJ del presente, comuni allo Ill. S.r Alex.o et a me. Li avisi in esse contenuti, ho fatti intendere al Collegio: tutti questi S.ri laudano V. Ex.tia e desidrano di gratificarla, e me hanno detto che sono per fargline ogni dimostratione, et haverla sempre per figliolo, con infinite e bone parole. [5] Hanomi ancor dato una lettera a V. Ex.tia responsiva a quella che li portò il S.r Alex.o, la quale mando qui alligata, benché a loro S.rie R.me ho detto non volerla mandare fin che non habbia li denari. [6] Dolmi bene non poterne mandar tanti, quanti seria il bisogno di V. Ex.tia, ma parlar di questo, serebbe parlar del impossibile, e Dio volesse che quella havesse fatto instantia col R.mo Legato, d'haverne de quelli che erano in campo. Non si pò mo' più per hora.
[7] Monsig.r R.mo de Mantua, gionse heri a XXIJ hore in Roma, sano e salvo, e gagliardo, incontrato da molti gentili homini e prelati. Lo Ill.tre S.r Hercule era drieto in letiga, con questo suo male delle varole, che gli dà fastidio assai; pur presto serà libero. [8] Questi S.ri Car.li tutti aspettavano con gran devotione monsig.r nostro R.mo. Il S.r D. Giohan Emanuel questa matina lo è venuto a visitare, et hallo confortato ad acostarsi alle voglie del R.mo Medici circa il pontificato. Io gli ho fatto intendere quanto V. Ex.tia per sue lettere mi ha comandato.
[9] Ho in questo punto ricevuta la lettera di V. Ex.tia di XIJ per la quale cognosco el desiderio che la ha de sapere la mente del Collegio circa il modo che quella habbia a tenere in governarsi. Dico S.r mio Ill.mo che questo Collegio è come un corpo senza testa, e le voluntati sono diverse: certo è che tutti vorriano la riputatione della sede apostolica. [10] Niente di meno, le resolutioni non si fanno, et ognuno è inebriato in questo desiderio di esser PP. Et a questo se agiunge la povertà di questo Collegio, il quale ancor che volesse non pò. [11] Questa lettera de V. Ex.tia de XIJ del presente, io non l'ho ancor mostrata a Monsig.r R.mo nostro, per haverla hauta tardi, e de qui dove habito io in Bel Vedere, al pallazzo di S. S. R.ma, è una megia giornata. E tutto hoggi ho speso in sollicitare questi benedetti dinari, e prometto a V. Ex.tia ch'io non hebbi mai il magior fastidio.
[11] Pur per quanto mi occorre dirgli in risposta di quella, rimettendomi a quanto mi risponderà Monsig.r R.mo, il che tutto farò intendere a V. Ex.tia, dico che il iudicare il successo del pontificato è impossibile. Mons.r R.mo de' Medici senza dubbio vi anderà appresso: pur sònovi ancor molte difficultati. [13] Monsig.r nostro di Mantua ha delle condicioni assai che possono giovare: ma queste cose, molte volte in un punto se rivoltano sotto sop.a. Io ho havuto la fede da deus che, non potendo esser lui aiutarà Mantua, il che non mi par poco. [14] Se monsig.r nostro R.mo se havesse tenuto per servito ch'io fosse andato seco in conclavi, credo che gli haverei fatto servitio di qualche importantia. Non so dir più oltre, ciò è del iudicio mio, perché e la pace e la guerra, seranno, secondo chi serà PP. [15] Parmi bene che V. Ex.tia debba aspettare questa conclusione, e secondo quella governarsi, et io starò attento, e così sempre avisarò V. Ex.tia di tutto quello ch'io saperò.
[16] Lo intrare in conclavi si è diferito, per esser venuto nova qui ch'el Car.le de Ivrea è stato sostenuto dalle bande di là, il che ha dato nel core a tutti questi Car. li; e quelli che sono poco amici de Medici, già hanno cominciato a dire che questo è fatto a sua contemplatione, per esser quel Car.le francese. [17] Dovevasi entrare in conclavi, mercori prox.o che viene: la dilatione serà de tanti dì, quanti questo R.mo serà stato ritenuto, per restituirli a punto quello che gli è stato tolto, né più né meno. [18] Questi S.ri m'hanno detto questa sera che vogliono scrivere a V. Ex.tia per la liberatione di q.to Car.le, e perché la faccia obstaculo alli forausciti de la chiesa. Non so s'io potrò mandar questa mia per il cavallaro che dicono voler spazzar volando.
[19] Io ho tolto in prestito denari quanto ho potuto, e fattomene venire da Mantua de casa quelli pochi che vi erano, né ho voluto richiederne a V. Ex.tia, sapendo che la non ne haveva, né qui, né a Mantua. [20] Questi che se manderanno adesso, sono in Bologna, che qui non se pò più trovare un soldo. Io ho tanto fatto la pietà a monsig.r Armellino che S. S.ria mi ha promisso se ben dovesse rubbare 300 ducati dalle exequie, de darmelj: e così me ne ha dato una parte. [21] Io ne restituirò tanti che quelli che mi restano mi facciano le spese qualche giorni, fin che se n'habbiano de gli altri di qua, o vero che V. Ex.tia me ne faccia provedere per altra via. Quelli che haverò adesso, manderònne il cunto a Mantua al Thesauriero.
[22] Ho parlato a questi dui giovani che forno allevi di Raphaello, li quali humilmente basano le mani di V. Ex.tia, e sono deliberati di venirla ogni modo a servire. [23] Ma perché questa bella sala del PP. è fatta più della metà, desidrano de fornirla, se così vorà il novo pontifice: ma fatta che la sia, senza dilatione alcuna veniranno, e parràlli grand.ma gratia servir quella. E veramente S.r mio Ill.mo son certo che la ne serà benissimo servita, et honorata, perché sono valentissimi.
Io non posso più scrivere. Baso humilmente le mani di V. Ex.tia et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XVJ de X.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio, il S.r Marchese de Mantua de la S. R.E. Cap.no generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga. Roma, Inviati, busta 865, cc. 394-396.